Boeing, crisi Max 737: cacciato l’a.d. Dennis Muilenburg

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2019 19:17
Boeing, crisi Max 737: cacciato l'a.d. Dennis Muilenburg

(Ansa)

NEW YORK  –   Dopo la crisi dei 737 Max, la peggiore nella storia della Boeing, l’azienda ha cacciato il suo amministratore delegato Dennis Muilenburg. Un addio festeggiato da Wall Street.

Il cambio ai vertici è stato deciso nel corso di una conference call del consiglio di amministrazione dopo una serie di passi falsi e decisioni difficili da parte della società, inclusa la sospensione temporanea della produzione del 737 Max.

Muilenburg ufficialmente si è dimesso con effetto immediato dai suoi incarichi a Boeing. Ma il comunicato di Boeing lascia trapelare con chiarezza che Muilenburg ha lasciato sotto pressione del cda. “Il board ha deciso che un cambio della leadership è necessario per riportare fiducia nella società” si legge nella nota, nella quale si Boeing si impegna a una “completa trasparenza, inclusa una comunicazione più efficace con le autorità e i consumatori”.

Il posto di Muilenburg è preso da David Calhoun, l’attuale presidente del consiglio di amministrazione, a partire dal 13 gennaio. Durante la transizione, che consentirà al nuovo amministratore delegato di liberarsi dai suoi impegni extra Boeing, la guida della società sarà affidata al chief financial officer, Greg Smith.

Il licenziamento di Muilenburg mostra le difficoltà che Boeing si trova ad affrontare. Prima che il 737 Max possa tornare a volare è necessario trovare una soluzione per il sistema automatico MCAS, che ha avuto un ruolo negli incidenti mortali della Lion Air e dell’Ethiopian Airlines. E soprattutto serve il via libera delle autorità mondiali alle modifiche per assicurare che il Max sia certificato in modo sicuro e trasparente.

C’è poi la sfida della reputazione, ormai danneggiata. Muilenburg si è sempre mostrato eccessivamente ottimista sulle prospettive di un ritorno in volo del 737 Max e questo ha creato confusione fra le compagnie aeree e i passeggeri, ormai scettici sui velivoli Boeing. A questo si aggiungono i suoi tentativi goffi e non sempre appropriati di presentare le scuse alle famiglie delle 346 vittime dei due incidenti. Ora senza Muilenburg Boeing cerca di voltare pagina e guardare avanti, cercando di recuperare il rapporto con le autorità e con i clienti e i consumatori. Un compito non facile ma che l’addio del volto della crisi potrebbe aiutare. (Fonte: Ansa)

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