Boeri (Inps): “Voucher per lavori occasionali nuova frontiera del precariato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2015 16:16 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2015 16:16
Boeri (Inps): "Voucher per lavori occasionali nuova frontiera del precariato"

Tito Boeri (Foto Lapresse)

MILANO – I voucher utilizzati per pagare prestazioni lavorative occasionali rischiano di diventare “la nuova frontiera del precariato“: a lanciare l’allarme è Tito Boeri, presidente dell’Inps, secondo il quale “il loro incremento può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione”.

I voucher vengono usati per pagare i lavoratori in quelle tipologie di lavoro definite “accessorie”, che non sono riconducibili a contratti di lavoro perché vengono svolte in modo saltuario. Attraverso l’emissione dei voucher l’Inps prova a tutelare situazioni non regolamentate.

Ma la crescita di queste prestazioni (e dell’uso di voucher) negli ultimi anni non fa ben sperare. I “prestatori di lavoro accessorio” sono passati da un numero di neppure 25mila nel 2008 a oltre 1 milione lo scorso anno. I voucher riscossi sono schizzati da 480mila a oltre 63 milioni nello stesso periodo.

Nella sola Lombardia, sottolinea Boeri, sono stati venduti, nel 2014, 11,67 milioni di tagliandi, contro i 6,67 milioni del 2013 e i 3,87 milioni del 2012. “L’incremento può segnalare problemi futuri – ha commentato Boeri – bisogna guardarlo con estrema attenzione, c’è il rischio che diventino la nuova frontiera del precariato. Rischiano di essere per molti l’unica forma di lavoro. E’ preoccupante, è un fenomeno da monitorare a cui dedicheremo attenzione nelle prossime settimane”.

Il pensiero di Boeri è andato ai giovani: “I contributi non sono una tassa ma una forma di “risparmio forzoso, un investimento differito”. I ragazzi sono invitati quindi a “decidere sulla qualità dei lavori che debbono accettare per essere più responsabili”. Secondo Boeri, “quando ricevono un’offerta di lavoro giovani devono guardare sempre a quanti contributi vengono loro versati dal datore, perché saranno la loro pensione futura”.

Proprio in tema di conoscenza previdenziale, Boeri si è detto “molto incoraggiato” dal quasi 1 milione di persone che nel mese di maggio si sono rivolte al servizio ‘La mia pensione’ sul nostro sito”. A suo avviso “il dato più incoraggiante è che il numero di giovani che è andato sul sito per raccogliere informazioni è aumentato di 6 volte rispetto ad aprile”. “Noi andremo avanti e cercheremo di raggiungerne ancora di più”.