Economia

Bollette, battaglia dei 28 giorni: consumatori la stanno perdendo

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Bollette, battaglia dei 28 giorni: consumatori la stanno perdendo

ROMA – Bollette, battaglia dei 28 giorni: i consumatori la stanno perdendo. I grandi produttori di bollette e abbonamenti mensili in un giorno di qualche mese fa decisero, più o meno tutti insieme (e già questo non sarebbe del tutto ortodosso) una riforma del calendario. Non più dodici mesi e dodici bollette ma 52 settimane e 13 bollette. Insomma una rata di abbonamento ogni 28 giorni, altrimenti detti quattro settimane. Così su base annua le rate diventano 13 e non 12.

Pensato e più o meno fatto: nelle case dei consumatori sono da mesi cominciate ad arrivare le fatture-bollette a 28 giorni. Molti hanno osservato che la riforma del calendario pagatorio era, come dire, furbetta. Non proprio elegante, di certo troppo astuta. Fatti due conti, il nuovo calendario pagatorio aumenta il costo dei servizi offerti dell’8,6 per cento su base annua.

Le aziende interessate, soprattutto quelle della telefonia e della tv satellitare, hanno ribattuto dicendo che sono libere di fissare le tariffe e che nessuna autorità può imporre prezzi di Stato. Autorità di controllo sulle comunicazioni e anche molti in Parlamento e nel governo hanno contro-ribattuto che le aziende hanno certo il diritto di fissare i prezzi che vogliono e certamente anche di aumentarli. Ma perché realizzare l’aumento dell’8,6 per cento delle tariffe vestendolo da nuovo calendario, inventando la bolletta a 28 giorni? Per mascherarlo forse l’aumento? Perché qualcuno nelle aziende ha pensato: se diciamo abbonamento aumentato dell’8,6 perdiamo X clienti, se diciamo bolletta a 28 giorni ne perdiamo molti di meno?

L’argomento anti bolletta a 28 giorni di maggior successo mediatico-espositivo è la constatazione che stipendi e pensioni non li pagano a 28 giorni. E che quindi mensile vuol dire mensile, non ogni quattro settimane. Se mi dici che costa tot al mese…mensile è mensile.

Argomento contro argomento, bollette a casa con il nuovo sistema e proposta di legge per obbligare a fatturare ogni mese e non ogni 28 giorni.E da ultimo il lamento del Garante Agcom che fa due conti con le leggi esistenti. Con le leggi che ci sono le grandi compagnie che fatturano a 38 giorni rischiano di pagare una multa, tutte insieme, niente meno che di 1,6 milioni. Insomma leggi e multe alle compagnie gli fanno un baffo ammesso, e non concesso, che la pratica del fatturare a 28 giorni sia riconosciuta scorretta.

E allora? Allora chi lo sa. Forse i 28 giorni saranno dichiarati scorretti in una piega della legge di bilancio 2018 o forse no. Qui e adesso, ora e nella prossima bolletta la battaglia dei 28 giorni i consumatori la stanno perdendo.

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