Bollette a 28 giorni, ispezioni della Gdf. Sospetti di un accordo tra operatori

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 15:05 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 15:05
Antitrust e Finanza indagano sulle bollette a 28 giorni

Bollette a 28 giorni, ispezioni della Gdf. Sospetti di un accordo tra operatori

ROMA – L‘Antitrust indaga sul sospetto coordinamento tra compagnie telefoniche sulle bollette a 28 giorni. I militari del nucleo speciale della Guardia di Finanza si sono presentati alle porte delle principali società di telefonia fissa e mobile e della sede di Assotelecomunicazioni, l’associazione confindustriale che rappresenta le società del settore.

Le ispezioni, scrive Aldo Fontanarosa su Repubblica, sono scattate su richiesta dell’Autorità garante dei consumatori e della concorrenza in seguito agli esposti delle associazioni dei consumatori. 

Il sospetto dell’Antitrust è che le compagnie telefoniche abbiano sottoscritto accordi sulla fatturazione delle bollette, che ridiventerà mensile, e sugli aumenti tariffari, adeguati all’aumento del periodo considerato.

Il 24 gennaio, nel giorno in cui hanno annunciato il ritorno alla fatturazione mensile a partire da aprile, sia Tim sia Vodafone hanno contestualmente avvertito di un aumento dell’8,6 per cento delle tariffe. 

Per i consumatori del Codacons, questo annuncio contemporaneo potrebbe essere frutto di “un cartello tra società per ridurre la concorrenza a tutto danno dei clienti. Per questo motivo, il Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust”, scrive l’associazione consumatori, seguita da Altroconsumo, che ha denunciato il caso all’Antitrust e ha chiesto di bloccare gli aumenti.

Le ispezioni hanno interessato anche Fastweb e WindTre, nonostante quest’ultima compagnia non abbia annunciato aumenti tariffari il 24 gennaio, ma abbia lasciato intendere che lo farà ad ottobre.

Scrive Fontanarosa su la Repubblica: 

L’entrata in scena dei finanzieri lascia intendere che l’Antitrust aprirà una formale istruttoria, cioè un processo d’accusa, sul caso lamentando il presunto “coordinamento” tra le società, a danno della competizione e a danno degli utenti finali. Continua il pressing sulle società telefoniche a poche ore dalla sentenza del Tar del Lazio che indica come corretta la sola bolletta a cadenza mensile. Il Tar, nella sua sentenza, ha anche congelato i rimborsi che l’AgCom pretende in favore dei clienti, costretti a subire la fatturazione ogni 28 giorni.