Bollo agevolato auto tra 20 e 30 anni: caos normativo, ogni Regione fa da sé

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Gennaio 2015 11:46 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2015 11:46
Bollo agevolato auto tra 20 e 30 anni: caos normativo, ogni Regione fa da sé

Bollo agevolato auto tra 20 e 30 anni: caos normativo, ogni Regione fa da sé

ROMA – Bollo agevolato auto tra 20 e 30 anni: caos normativo, ogni Regione fa da sé. I possessori di auto anziane tra i 20 e i 30 anni, non diciamo storiche visto che la legge di stabilità glielo riconosce solo dopo appunto i 30 anni, a proposito del bollo auto che entro il 31 gennaio va onorato, non sanno ancora quanto devono pagare. Perché quello che chiamiamo familiarmente bollo è in realtà una tassa automobilistica regionale di proprietà, sulla quale hanno potere deliberativo proprio le Regioni. Per cui la risposta alla domanda quanto deve pagare chi possiede una vettura con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni è: dipende.

Atteso che la nuova legge circoscrive le agevolazioni fiscali (bollo di poche decine di euro quando non gratis se l’auto resta in garage) alle solo auto storiche oltre i 30 anni, ogni Regione ha una sua versione personalizzata.

Ora si tratta di capire cosa fare di queste leggi, dopo l’abolizione di quella nazionale. Secondo una prima interpretazione, dovrebbero restare applicabili quelle che non fanno riferimento alla norma nazionale abrogata. Ma finora solo l’Emilia-Romagna, che ne ha una di questo tipo, ha confermato ufficialmente questa linea. Altre Regioni nella stessa situazione o non si sono ancora pronunciate (peculiare è il caso della Basilicata, che ha cambiato la sua legge ma è rimasta incerta su come applicarla) o hanno preannunciato nuove leggi (Lombardia) o hanno addirittura deciso il contrario (Puglia).

Viceversa, la legge del Veneto fa riferimento a quella nazionale, ma la Regione non ha ancora comunicato alcunché. In Umbria, infine, l’agevolazione è abolita, mentre circolano le prime voci secondo cui alcuni Parlamentari vorrebbero rimettere mano alla normativa nazionale. (Maurizio Caprino, Il Sole 24 Ore)