Dal super bollo agli sconti per i giovani: tutte le novità del Fisco

Pubblicato il 18 Luglio 2011 9:12 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2011 9:22

ROMA – Aumentano le tasse per banche, assicurazione, società concessionarie, piccoli risparmiatori, manager e possessori di auto di lusso. Nel contempo, però, aumentano le agevolazioni per i giovani, per le nuove aziende, per chi ha un contenzioso con il Fisco e chi ha una partita Iva non attiva. Dalla Manovra c’è chi perde e chi “vince”. Vediamo le misure fiscali nel particolare.

Aumenta la benzina. Diventa permanente l’aumento delle accise di 4 centesimi stabilito il 28 giugno per benzina e gasolio da autotrazione. Dalla norma deriveranno consistenti entrate, quantificate dalla relazione tecnica in circa 1,7 miliardi di euro.

Maxi bollo per le auto di grossa cilindrata. Brutte notizie anche per chi possiede un suv o una macchina grande: i veicoli di potenza superiore a 225 chilowatt pagheranno un bollo aggiuntivo di 10 euro per ogni chilowatt oltre 225. Un esempio? Le Ferrari 599 GTB e per le nuove FF si pagheranno rispettivamente altri 2.310 e 2.600 euro.

Stangata per i manager. Come scrive Enrico Marro sul ‘Corriere della Sera’: “L’articolo 23 del decreto legge modifica le norme del 2010 per il trattamento degli emolumenti variabili percepiti da dirigenti e collaboratori di imprese del settore finanziario. Quelle norme fissavano un’aliquota addizionale del 10% sui bonus e le stock option per la quota degli stessi superiore al triplo della parte fissa della retribuzione. Per effetto della manovra, sui compensi erogati a decorrere da oggi, l’addizionale del 10% si applica alla quota di bonus e stock option che eccede l’importo della retribuzione fissa. Saranno quindi molti di più i manager colpiti. Il maggior gettito previsto ammonta a 5,4 milioni nel 2011 e a 21,6 milioni nel 2012 e per gli anni successivi“.

Aumenta l’Irap per assicurazioni, banche e società concessionarie.  Salirà dal 3,9% al 4,2% l’aliquota Irap per le società concessionarie ad esclusione di quelle autostradali, già dall’anno di imposta 2011. Viene, inoltre, incrementata di 0,75 l’aliquota Irap applicata alle banche e alle società finanziarie, che sale così al 4,65%, e di due punti quella sulle assicurazioni, che diventa quindi del 5,9%. E non solo, gli aumenti potrebbero addirittura incrementarsi. Perché viene consentito alle Regioni di variare le aliquote addizionali fino a un punto percentuale.

Più caro il deposito titoli La manovra inasprisce l’imposta di bollo sul deposito titoli: il bollo è pari a 34,2 euro per un valore di titoli non superiore a 50 mila euro. Sale a 70 euro per depositi tra 50 mila e 150 mila euro, a 240 euro per quelli tra 150 mila e 500 mila euro e a 680 per i volumi superiori a 500 mila euro.

Ma veniamo alla parte più “rosea” della questione, a chi ci guadagna dalla parte fiscale della Manovra.

 

Agevolazioni per i giovani. Per i giovani che iniziano un’attività c’è una tassa “speciale” e sostitutiva del 5% che può essere applicata fino al quarto anno di lavoro e non oltre il compimento del trentacinquesimo anno di età. Sono così incentivati ad aprire una azienda anche i giovani sotto i 30 anni. Ma la concessione del beneficio è condizionata al fatto che l’attività sia effettivamente nuova e non una prosecuzione di precedenti imprese.

Finanziamenti alle imprese Per le nuove imprese è poi prevista l’esenzione dai proventi derivanti dalla partecipazione ai fondi di venture capital per le società che abbiano determinati requisiti: 1) Investano almeno il 75% dei capitali raccolti in società non quotate nella fase di sperimentazione, di costituzione, di avvio dell’attività o di sviluppo del prodotto; 2) Non siano quotate; 3) Svolgano attività di impresa da non più di tre anni; 4) Abbiano un fatturato precedente all’investimento nel fondo di venture capital non superiore a 50 milioni di euro.

Mediazione fiscale La manovra prevede anche una sanatoria sulle liti fiscali pendenti fino al primo maggio 2011 di valore non superiore a 20 mila euro. Il contribuente potrà presentare un reclamo per l’annullamento totale o parziale della lite (tranne che riguardi il recupero di aiuti di Stato). Se l’ufficio non ritiene di accogliere il reclamo, scatta la mediazione sulla base della proposta avanzata dallo stesso contribuente al quale l’Agenzia delle entrate può opporre una controproposta.

Come spiega ‘Il Corriere della Sera’, se il valore della lite è di importo fino a 2.000 euro il contribuente potrà chiudere la vertenza pagando 150 euro. In caso di valore superiore a 2.000 euro, si aprono tre possibilità. Il contribuente dovrà pagare il 10% del valore della lite qualora a soccombere nell’ultima pronuncia sia stata l’amministrazione fiscale, il 50% qualora a perdere sia stato il contribuente, il 30% qualora la lite penda ancora nel primo grado di giudizio.