Bonanni (Cisl): un patto tra governo e parti sociali per le riforme

Pubblicato il 6 Gennaio 2010 14:35 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2010 16:24
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Raffaele Bonanni

Un «patto tra governo, opposizione e parti sociali per fare le riforme», prima fra tutte quella fiscale. Lo propone, parlando con l’Ansa, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Per risollevare i consumi – spiega il leader sindacale – occorre soprattutto alzare i salari e le pensioni, attraverso una riforma fiscale che non deve penalizzare il lavoro, ma restituire i criteri della vera progressività al sistema fiscale».

Bonanni lancia la proposta per far partire il 2010 all’insegna delle riforme: «Ci vuole – dice – un patto tra governo, opposizione e parti sociali, perchè per fare tutto questo ci vuole un clima di coesione politica, come chiede il presidente della Repubblica».

«Speriamo – aggiunge Bonanni – che le forze politiche siano meno litigiose e responsabili come lo sono state sindacato e imprese in questi mesi difficili».

Il patto tra governo, opposizione e parti sociali, spiega il leader della Cisl, dovrà incentrarsi in prima battuta sulla riforma fiscale. Ma deve essere inteso come mezzo per agire anche sui tanti fronti aperti che la crisi ha messo in luce. A partire dai livelli di salari e pensioni.

«Tutti i governi negli ultimi 15 anni – ha aggiunto Bonanni – hanno tradito i pensionati, soprattutto quelli con redditi più bassi» perchè non hanno fatto nulla per permettere alle pensioni «di recuperare almeno in parte quanto perso con l’aumento del costo della vita».

La situazione, ha messo in luce il leader sindacale, «è davvero gravissima e drammatica soprattutto per le pensioni più basse».

«Le pensioni di base – ha spiegato il segretario della Cisl – sono state troppo esposte al vortice dei prezzi dell’ultimo decennio con l’euro e poi non hanno avuto mai fino in fondo una restituzione che fino agli inizi degli anni Novanta c’era completamente, quando le pensioni erano legate ai salari». Ma poi, aggiunge, «i governi, tutti i governi non hanno mai voluto adeguare le pensioni all’aumento medio della vita».

«Per le pensioni alte – ha specificato Bonanni – c’è irritazione ma la situazione alla fine è gestibile. Per le pensioni basse invece la situazione è davvero drammatica soprattutto per quelle persone senza famiglia o che vivono nelle grandi città dove il costo della vita è più alto. Si dovrebbe almeno applicare la legge che sostituì il legame tra pensioni e salari».