Bond Venezuela crollano al 25/30% del valore d’acquisto. Chi si era tuffato a pesce…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 6 novembre 2017 12:10 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2017 12:10
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Il leader del Venezuela, Maduro (foto Ansa)

ROMA – Bond Venezuela al mattino di lunedì sei novembre se li vuoi vendere sul mercato finanziario incassi non più del 25/30 per cento del valore d’acquisto. Insomma sono stati comprati a cento, valgono e li rivendi al massimo a trenta.

Il crollo del valore è conseguenza diretta del fatto che i mercati internazionali scontano e calcolano un default finanziario del Venezuela. Forse, fosse anche un default pilotato e controllato, comunque i mercati finanziari si aspettano nella migliore delle ipotesi un cut, un taglio del valore nominale delle obbligazioni venezuelane secondo modalità per così dire greche. Appunto bond che li scambi, se li hai in tasca, a un terzo o a un quarto del valore nominale. Contemporaneamente sui mercati il valore degli swap, cioè delle assicurazioni sulla solvibilità venezuelana è schizzato verso l’alto fino a quota 800.

Bene, male…ma che i bond del Venezuela crollino lascia il tempo che trova sui mercati e soprattutto nelle tasche dei risparmiatori italiani. O no? Purtroppo la risposta giusta è no, il crollo di quei bond non è gratis per tutti i risparmiatori-investitori italiani. Era ancora estate ed è stato per tutto il 2.017 che non esercito ma neanche pattuglia di italiani è andata o si è fatta portare sui mercati a metter soldi sul Venezuela. Ci si potrebbe augurare che chi l’ha fatto l’abbia fatto come quando si punta su una carta o una pallina o un numero in un gioco d’azzardo. In questo caso auguri a chi va bene e pace a chi va male.

Ma è più che lecito ipotizzare, anzi purtroppo è certezza che molti si siano tuffati a pesce nel bond Venezuela perché attratti, scioccamente attratti, dagli alti interessi fatti luccicare davanti ai loro occhi. C’è ancora gente, non poca come dovrebbe, che di fronte alla promessa di un rendimento del dieci per cento annuo compra qualunque cosa invece di leggere che di iper azzardo si tratta. Poi, magari, dice di non essere stata avvertita. Ma l’avvertenza, grande come una casa, anzi grattacielo, è proprio nel guadagno promesso.

Oggi un rendimento oltre il 4/5 per cento è sospetto, oltre il 7/8 per cento è come far poker partendo da una coppia di carte uguale, al 9/10 per cento è praticamente garanzia che prima o poi, più prima che poi, si resta in mano con carta straccia. Ma niente…c’è sempre e comunque qualcuno che si tuffa a pesce…nella vasca senz’acqua.