Bonifici dall’estero: se autocertifichi non paghi il 20% di tassa d’ingresso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2014 10:44 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 12:49
Bonifici dall'estero: se autocertifichi non paghi il 20% di tassa d'ingresso

Bonifici dall’estero: se autocertifichi non paghi il 20% di tassa d’ingresso

ROMA – Bonifici dall’estero: se autocertifichi non paghi il 20% di tassa d’ingresso. Dal 1° gennaio è in vigore una tassa d’ingresso automatica del 20% sui bonifici dall’estero indirizzati a un conto italiano (con una banca italiana) di persone fisiche (e enti non commerciali, società semplici): l’Agenzia delle Entrate prevede, però, che il contribuente può fare un’autocertificazione, anche preventiva, in cui attesta che i flussi di capitale in entrata dall’estero non costituiscono reddito da capitale o da investimenti e quindi non sono tassabili.

La norma sui bonifici, che fa parte di un più ampio piano di monitoraggio fiscale sui redditi finanziari provenienti dall’estero (con l’obiettivo di intercettare i capitali illecitamente custoditi all’estero), in effetti poneva più di una difficoltà agli intermediari (per esempio la banca) i quali in genere, specie in prima battuta, non possiedono le informazioni necessarie a distinguere la natura dei flussi finanziari in entrata dall’estero (se siano o meno tassabili).

La norma stabilisce che la tassa d’ingresso sia automaticamente applicata dalle banche: l’autocertificazione attenua le difficoltà del contribuente. Può essere fatta liberamente e anche preventivamente salvo possibilità di rettifica nel caso i flussi abbiano natura di reddito e quindi siano suscettibili di imposta.