Bonifico estero: banche italiane troppo care – Confronti ed esempi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2014 6:58 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 20:47
Bonifico estero: banche italiane troppo care - Confronti ed esempi

Bonifico estero: banche italiane troppo care – Confronti ed esempi (LaPresse)

ROMA – Pagare per dare soldi, pagare per ricevere soldi: emettere o incassare bonifici verso l’estero è troppo costoso con le banche italiane, come scrive Alessandra Puato sul Corriere della Sera:

Ci vogliono fino a 50,25 euro per fare un bonifico di 500 euro (allo sportello e per contanti) verso un Paese non Ue come la Turchia (il 10%, caso Mps); fino a 20,5 euro se lo stesso pagamento è verso la Svizzera (il 4%, caso Unicredit), benché questo Paese sia compreso nell’area europea dei pagamenti (Sepa);
e quasi 8 euro verso la Francia (7,75 euro, Unicredit).

Quanto ai bonifici in entrata, si dev’essere pronti a sborsare anche più di 26 euro per ricevere un pagamento, se arriva dalla Turchia o altri Paesi non Ue (26,25 euro al Montepaschi, segue Bpm con 14,45 euro);
e quasi 15 euro se viene dalla Svizzera (14,85 euro Unicredit, segue Poste a 9 euro).

L’indagine del Corriere prende in considerazione i conti correnti per le famiglie di sette grandi istituti di credito italiano (le sei maggiori banche + Poste italiane) e arriva a due conclusioni:

“Primo, la Sepa, Single euro payments area, che deve armonizzare gli standard tecnologici di bonifici e Rid (gli addebiti diretti per le bollette) in tutta Europa, non sta facendo calare i prezzi, anzi.
Secondo, sui bonifici continuano a concentrarsi le commissioni più elevate delle banche alla clientela privata”.

Anche senza la trattenuta fiscale automatica del 20% sui bonifici in arrivo dall’estero, che il ministero dell’Economia ha deciso di congelare, almeno per ora, il bonifico in Italia resta troppo caro.

La Sepa, che comprende i 28 Paesi membri dell’Unione Europea più la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda, la Repubblica di San Marino, il Principato di Monaco e il Liechtenstein, doveva diventare un’area unica dei pagamenti dal 1° febbraio 2014, una data che è stata già spostata in avanti di sei mesi, al 1° agosto 2014, perché banche e imprese – che avrebbero potuto farlo già a partire dal 2008 – sono in ritardo ad adeguarsi.

“Secondo la Bce, in Italia a fine 2013 erano migrati alla Sepa solo il 38,7% dei bonifici contro il 69% della Francia e il 65% della Spagna. E secondo le stime dell’Università Bocconi, nell’ultimo anno il costo dei bonifici allo sportello è salito del 12,5-14%”.

Il Corriere è andato a fare un confronto fra il costo di un bonifico estero in un Paese membro Ue come la Francia,
un Paese non Ue in area Sepa come la Svizzera
e un Paese extra Sepa come la Turchia.
Il caso preso in esame è quello di un bonifico di 500 euro pagato in contanti allo sportello oppure tramite conto online:

È di 20,5 euro il costo medio di questo bonifico verso la Turchia (il 4% dell’importo versato),
di 8,41 euro verso la Svizzera,
di 5,45 euro verso la Francia o altri Paesi Ue.

Con l’online i costi si dimezzano verso la Turchia (12,2 euro in media)
e si riducono a un terzo per la Svizzera (3,3 euro).

È poi di 13,5 euro la spesa media per ricevere un bonifico (in euro) da un Paese non europeo come la Turchia;
di 3,41 euro dalla Svizzera.
È a costo zero, in compenso, la ricezione dalla Francia e da altri Paesi Ue: in questo caso, la Sepa funziona e i costi sono allineati.

I casi specifici:

Poste, per esempio, considera la Svizzera alla stregua della Turchia nei bonifici in entrata e online (9 euro);
stessa cosa fa Unicredit (14,85 per pagamenti da Zurigo, 15 da Istanbul).

La palma della convenienza va a Bnl per i bonifici in entrata dai Paesi extra Ue (5 euro),
a Poste per quelli verso l’Europa (3,5 euro),
a Intesa e Ubi per quelli allo sportello verso la Svizzera (entrambi 5 euro).

Il picco dei 50,25 euro di Mps per i pagamenti verso la Turchia è composto da tre voci: 21 euro per «spese pratica»,
16,50 per «trasferimento ordini» e 0,18% per «commissioni di servizio», che però hanno una soglia minima: 12,75 euro. Il tetto minimo è comune a diversi istituti e penalizza i bonifici di basso importo.