Bonus 600 euro professionisti: le Casse previdenziali bloccano i pagamenti. Tutto da rifare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2020 11:48 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 11:49
Bonus 600 euro professionisti: le Casse previdenziali bloccano i pagamenti. Tutto da rifare

Bonus 600 euro professionisti: le Casse previdenziali bloccano i pagamenti (Ansa)

ROMA – Cambiano i requisiti del bonus da 600 euro per i professionisti, previsto dal decreto Cura Italia: l’indennità spetta agli iscritti “in via esclusiva” alle Casse private “non titolari di trattamento pensionistico”. Una novità che blocca i pagamenti (imminenti) di parte delle domande di accesso al sussidio, presentate agli Enti dal primo aprile.

Solo iscritti alle Casse in via esclusiva

Tutto da rifare, dunque, per il bonus da 600 euro per i professionisti a basso reddito e per quelli la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza Coronavirus. Ad oltre una settimana dall’avvio della presentazione delle domande online, il primo aprile, infatti, la pubblicazione notturna in Gazzetta ufficiale del Decreto Imprese ha modificato i requisiti per l’accesso al beneficio previsto dal Decreto Cura Italia. Specificando che l’indennità spetta agli iscritti “in via esclusiva” alle Casse di previdenza private “non titolari di trattamento pensionistico”.

Bonus anche a  chi ha la pensione di invalidità

Il maxi-emendamento governativo al Cura Italia, approvato ieri (con la fiducia) al Senato, ha inoltre ulteriormente rivisto la platea degli aventi diritto, chiarendo che non potranno avere l’indennità soltanto i titolari di assegno di anzianità e di vecchiaia, aprendo, così, le porte alle istanze di chi, ad esempio, riceve una prestazione d’invalidità e finora non pensava di poter ricevere il ‘gettone’.

Decine di migliaia di pagamenti bloccati

Per le Casse previdenziali è stata una ‘doccia fredda’, soprattutto perché i primi pagamenti erano imminenti. L’Enpam (medici e dentisti) fa sapere d’averne ‘bloccati’ 25.262 in partenza domani. Altrettanto riferisce la Cassa dottori commercialisti (Cnpadc), cui si erano rivolti 25.000 associati.

Mentre la Cassa forense, con circa 140.000 domande per i 600 euro da altrettanti avvocati, domani sarà tenuta, come tutti gli Enti, a richiedere una “documentazione integrativa” per accedere al sussidio.

Critico, infine, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, per “l’ulteriore allungamento dei tempi per l’erogazione di cifre già insufficienti per sostenere centinaia di migliaia di liberi professionisti”. (fonte Ansa)