Bonus 80 euro addio, ma stesso effetto in busta paga. Eutekne: “Tre milioni di italiani a rischio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Agosto 2019 10:52 | Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 10:52
Bonus 80 euro

Addio al bonus 80 euro (Foto Ansa)

ROMA  – Addio al bonus degli 80 euro. Ma “resterà lo stesso effetto in busta paga” grazie alla decontribuzione: lo sostiene il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia, della Lega, sottolineando che “solo un pistola può aver capito che si tolgono gli 80 euro. O un pistola in malafede”. Ma avverte: per avere anche effetti pensionistici “servono circa 3 miliardi” aggiuntivi, che copriranno i contributi figurativi, mentre i 10 miliardi del bonus andranno a coprire il taglio dei contributi a carico dei dipendenti che manterranno così la busta paga più pesante. Altri 12 miliardi serviranno per il calo dell’Irpef. 

Il bonus degli 80 euro, spiega Garavaglia, “ha un pregio, quello di essere coperto. Ma ha tre difetti: vale come spesa, e peggiora il bilancio dello Stato, non è una riduzione di imposte, e sempre peggiora il bilancio dello Stato, e non vale ai fini contributivi”.

Trasformarlo in una riduzione di imposta, in una detrazione, secondo Garavaglia migliorerebbe i conti pubblici ma creerebbe un problema per chi è “incapiente” dal punto di vista fiscale, che non potrebbe più godere del beneficio. Trasformandolo in decontribuzione si ottiene invece il doppio effetto di migliorare i conti e garantire “lo stesso netto in busta paga”.

Per avere anche gli effetti pensionistici serve poi una “aggiunta di al minimo 3 miliardi”. Per questo, alle parti sociali il viceministro ha parlato di un piano di riduzione delle tasse da 10-15 miliardi: 3 miliardi per coprire i contributi figurativi (mentre l’effetto in busta paga resta garantito dall’attuale finanziamento degli 80 euro) e altri 12 per mettere in campo una riduzione sensibile dell’Irpef.

Secondo il Centro studi Eutekne, però, tre milioni di italiani rischiano di vedersi cancellare del tutto gli 80 euro con la trasformazione pianificata da Garavaglia: senza accorgimenti, sostengono gli esperti interpellati dal Messaggero, con la trasformazione del bonus 80 euro in maggiore detrazione per lavoro dipendente, i single con reddito complessivo inferiore a 11.635 euro (ma superiore a 8.145 euro, soglia sotto la quale il bonus non spetta in ogni caso) ci rimetterebbero. Inoltre la soglia di incapienza sale a 12.362 euro se il single beneficia di detrazioni per oneri nella misura di 200 euro e a 13.816 euro se beneficia anche di detrazioni per ristrutturazioni edilizie per ulteriori 400 euro. 

In sintesi, secondo i calcoli di Eutekne sulla base dei dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018 per l’anno 2017 tre milioni degli 11.714.755 contribuenti che hanno beneficiato del bonus 80 euro rischiano di non avere più gli 80 euro in più in busta paga. (Fonti: Ansa, Il Messaggero)