Bonus babysitter e congedo: o uno o l’altro. Scatta un’interrogazione parlamentare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 20:17 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 20:17
Bonus babysitter e congedo: o uno o l'altro. Scatta un'interrogazione parlamentare

Bonus babysitter e congedo: o uno o l’altro. Scatta un’interrogazione parlamentare (foto ANSA)

ROMA – Sul tema “famiglia”, il decreto Rilancio ha apportato diverse novità. Tra quelle più rilevanti, le novità sulle estensioni dei congedi dei genitori e dei bonus babysitter risultano particolarmente evidenti.

Come riporta la Repubblica, il decreto ha esteso la fruizione del congedo parentale, già introdotto a marzo dal Cura Italia e ha raddoppiato l’importo dei bonus per pagare la babysitter.

Dal 5 marzo al 31 luglio, tutti i genitori (che lavorano nel settore privato) possono avere 30 giorni di congedo se hanno figli fino a 12 anni, o anche più grandi, se presentano un handicap grave. Dunque, esteso di ulteriori 15 giorni il congedo precedente.

Ma i due aiuti non solo non sono compatibili: o chiedi l’uno o l’altro. E non si possono nemmeno intrecciare.

Valentina Conte su Repubblica fa l’esempio di una mamma che ha chiesto in marzo o aprile il congedo di 15 giorni per stare a casa con i figli (al 50% dello stipendio), in giugno potrà chiederne solo altri 15 e sempre con busta paga dimezzata. Non potrà sostituire i 15 giorni aggiuntivi di congedo con il bonus babysitter.

E così anche se un genitore ha ottenuto il bonus baby sitter non potrà sostituirlo con il congedo.

Poi c’è una contraddizione che ha fatto rivolgere alla deputata Pd Chiara Gribaudo, una interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S).

Il tutto è nato dal nuovo doppio uso che si può fare del bonus babysitter, da spendere anche presso i centri estivi, non appena riapriranno. Se uno ha chiesto i primi 15 giorni di congedo ed è costretto a rinnovarli anziché accedere ai 600 euro, non potrà usare il bonus per i centri estivi.

Anche il Forum delle Famiglie propone di cambiare la norma del decreto Rilancio così da consentire l’intreccio tra le due misure di aiuto ai genitori. (fonte LA REPUBBLICA)