“Bonus evasione”: sotto i 30 euro il fisco rinuncia. Prima erano 16,53…

Pubblicato il 27 Gennaio 2012 10:42 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2012 10:52

ROMA – Devi 30 euro al fisco? Nessun problema, il fisco rinuncia con i “mini condoni”. Nel decreto per la semplificazione tributaria il governo di Mario Monti sarà poi prevista che le imprese con debiti fiscali scaduti possano rientrare negli appalti e nei concorsi pubblici, ma solo se è stato approvato un piano di rateizzazione del debito. I contribuenti invece non dovrebbero più indicare il domicilio fiscale negli atti destinati all’amministrazione. Il decreto non avrà impatto sul bilancio pubblico. L’obiettivo della maggior parte delle misure è ridurre gli ostacoli per le imprese e gli oneri amministrativi. al vaglio dei tecnici anche una nuova Irap.

Il “bonus evasione”, cioè la franchigia fiscale di 16,53 euro passerà a 30 euro. Questo perché spesso l’attività di recupero crediti costava più del debito stesso. Un’attività in perdita così che il limite è stato alzato e con l?agenzia delle entrate che dal 1 luglio 2012 non procederà più “all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta”. Per evitare che qualcuno si approfitti dei “mini condoni”, chi avrà l’abitudine di evadere cifre inferiori alla franchigia sarà sanzionato. Le imprese che hanno avuto problemi con il fisco, ma che stanno pagando le tasse con piani rateali od hanno estinto il loro debito, potranno rientrare nel giro degli appalti e dei concorsi pubblici. Con le normative vigenti invece chi ha avuto od ha un debito fiscale accertato non può più parteciparvi.

Il fisco con il nuovo decreto potrà concedere un nulla osta a tali aziende. Una nuova norma permetterà di non indicare il domicilio fiscale negli atti indirizzati al fisco, come ad esempio nel caso dell’atto di compravendita di una casa. Nel caso di persone fisiche il domicilio fiscale, quello che determina l’ufficio tributario territorialmente competente, coincide con la residenza anagrafica, mentre per le imprese la sede legale può valere indipendentemente da quella operativa. Il decreto potrebbe contenere anche una nuova Irap, per il cui calcolo sarà sufficiente la dichiarazione dei redditi, senza dover comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate.