Bonus figli: ipotesi 240 euro al mese. Tridico, Inps: “Così taglio al cuneo fiscale da 3,7 mld”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2019 12:57 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019 13:47
Bonus figli: il governo studia assegno da 240 euro al mese

Bonus figli, ipotesi 240 euro al mese

ROMA – Un bonus figli che assorba gli 80 euro varati dal governo Matteo Renzi concretizzando, già in questa legge di bilancio, il sostegno alle famiglie. La risposta è l’assegno unico di 240 euro al mese per ogni figlio a carico a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni. E’ questa una delle idee che, in queste ore, circolano nel governo in vista della stretta finale sulla manovra. “E’ una delle ipotesi di lavoro”, si limitano, per ora, a spiegare fonti di governo.

Le ipotesi sul tavolo, del resto, sono diverse. A cominciare dalla forma – e dall’entità – da assegnare al taglio al cuneo fiscale (cioè per ridurre la differenza tra lordo e netto) sul quale il governo sta lavorando. Per dire, l’assegno unico sarebbe però depurato degli 80 euro mensili del cosiddetto bonus Renzi, che resterebbe solo in assenza di figli.

Tridico, Inps: “Bonus figli taglia cuneo fiscale di 3,7 mld”

A spiegare entità e impatto dell’assegno unico sui conti pubblici è stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in audizione alla Camera. La proposta di legge sull’assegno unico familiare, dicono le stime Inps, ne prevede la completa decontribuzione. “Questo implica un vantaggio di riduzione del cuneo fiscale che si aggira intorno ai 4 miliardi – 3,7 per la precisione – ossia la quota sostenuta oggi dalla contribuzione dei datori di lavoro”.

Attualmente gli assegni familiari “sono sostenuti dalla contribuzione dei lavoratori e solo in parte – il 35% – dallo Stato”. Questa quota “con la nuova norma sarebbe defiscalizzata, sostenuta dallo Stato”.

Gli assegni ai nuclei familiari nell’ultimo anno, il 2018, “sono costati in totale 5,2 miliardi di cui 1,7 a carico dello Stato e 3,6 miliardi a carico delle aziende”, ha continuato Tridico. Nel 2017 e nel 2016, per gli assegni familiari “il contributo a carico delle aziende è stato di 3,7 miliardi”, ha aggiunto.

“Differenza 1 mld su assegni resta a famiglie”

Per gli assegni familiari “fra quanto l’Inps incassa e quanto eroga, c’è una differenza di 1 miliardo all’anno”, ha spiegato Tridico Chiarendo che questa differenza “non viene riversata su altre partite, come ad esempio il Reddito di cittadinanza o le pensioni, ma proprio nella gestione delle prestazioni temporanee e quindi sempre come sostegno alle famiglie”.

Per farlo, ha specificato il ministro, “si deve varare un dpcm del governo di volta in volte per fissare le soglie che l’Istituto deve rispettare per erogare gli assegni”. Le differenze, quindi, “vengono rimesse nel bilancio delle prestazioni temporanee e vengono erogate sotto forma di altri servizi alle famiglie”, ha specificato Tridico. (fonte Ansa)