Bonus figli non sarà in manovra. Ma Misiani: “Legge delega”. E spunta una sugar tax sulle bevande zuccherate

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 21:48 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 21:53
Bonus figli non sarà in manovra. Spunta invece una sugar tax sulle bevande zuccherate

Il bonus figli non sarà in manovra (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Bonus figli, dietrofront: l’assegno unico non ci sarà. Il governo mette subito uno dei primi paletti alla legge di bilancio.

Ma il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, su twitter spiega: “L’assegno unico è una grande riforma che guarda al futuro. Per il governo è una priorità. Arriverà con una legge delega che permetterà di avviare nel 2020 il riordino e l’unificazione degli strumenti esistenti a sostegno delle famiglie”.

Nel fine settimana, probabilmente sabato, un vertice di maggioranza dovrebbe servire a siglare l’accordo di massima tra i partiti, per portare in Consiglio dei ministri lunedì sera il documento programmatico di bilancio, la manovra e il decreto fiscale.

Tanto resta ancora da definire ma il ministro Roberto Gualtieri assicura che è “realistico” stimare di ricavare oltre 7 miliardi di risorse dalla lotta all’evasione. Per fare cassa spuntano una “sugar tax”, anche se non è stata ancora discussa politicamente, e una stretta “all’evasione di prodotti petroliferi”.

Ma sulle misure, mentre il Pd lancia anche un piano casa da 1 miliardo, il governo fissa i suoi argini. Le risorse sono ridotte e non si farà cassa “con nessun condono“.

A Lussemburgo per Ecofin ed Eurogruppo Gualtieri ha incontrato il commissario uscente agli Affari economici Pierre Moscovici: “L’Italia deve restare nei binari del patto ma il clima è più facile per negoziare”, dice il commissario europeo, certificando che la trattativa con Bruxelles quest’anno è meno impervia.

Il ministro dell’Economia sottolinea che la manovra è “prudente” ma “orientata alla crescita”: saranno del tutto disinnescate le clausole Iva, aggiunge. Da ultima l’ipotesi di un aumento dell‘aliquota al 22% per gli alberghi a cinque stelle fa insorgere Federalberghi, prima di essere smentita dal ministro Dario Franceschini. Il tasto è dolente ma il viceministro Antonio Misiani, nell’Aula del Senato, ribadisce che non solo non ci saranno tasse su contante o bancomat, ma l’impegno è anche ridurre le clausole Iva per i prossimi anni.

La citazione dell’assegno unico, comparsa in una bozza della risoluzione di maggioranza al Def, viene sostituita da un impegno a riordinare gli strumenti esistenti nell’arco del prossimo triennio. In legge di bilancio per la famiglia ci saranno più asili nido, con azzeramento delle rette per i redditi medio bassi.

Nei prossimi giorni proseguirà il confronto con i sindacati su come realizzare il taglio del cuneo fiscale: senza risposte la Cgil già si dice pronta a “mobilitarsi”. Ma anche sul tema delle pensioni: “Quota 100 finisce nel 2021 e il governo non vuole rinnovarla, abbiamo in mente un modello diverso”, anticipa Misiani, senza dare altri dettagli.

Quanto ai sette miliardi stimati dalla lotta alla evasione spiega che si tratterà di un mix di risorse, dall’incentivazione della moneta elettronica, al contrasto delle compensazioni indebite, fiscali e contributive, all’incrocio delle banche dati. Quanto all’evasione sulle accise dei prodotti petroliferi, si stima possa valere 2 miliardi. Ma le sorprese potrebbero ancora essere molte: una “sugar tax”, una tassa sulle bevande zuccherate potrebbe arrivare a garantire nuove coperture.