Bonus mamma anche alle straniere con permesso di soggiorno temporaneo: la decisione in Appello

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 marzo 2018 22:36 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2018 22:36
La Corte d'appello di Milano ha deciso: bonus mamma anche alle straniere con permesso temporaneo

(Foto d’archivio)

MILANO – Bonus mamma anche alle straniere con permesso di soggiorno temporaneo: lo ha deciso la Corte d’appello di Milano, che ha respinto il ricorso dell’Inps contro l‘ordinanza del Tribunale che nel 2017 aveva riconosciuto il diritto alla richiesta a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti e non soltanto alle mamme lungosoggiornanti o titolari di protezione internazionale, come sostenuto dall’Inps.

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Asgi, Apn e Fondazione Piccini confidano che l’Inps, dopo questo provvedimento “assuma una decisione definitiva sul punto, chiudendo il contenzioso e garantendo il rispetto pieno e senza riserve” dell’ordinanza d’appello che conferma quella dei giudici di primo grado, i quali avevano ritenuto “discriminatoria” la restrizione operata dall’Istituto rispetto alla previsione di legge.

L’Inps aveva emanato un messaggio con il quale aveva dato esecuzione all’ordinanza ma precisando “che l’assegno viene pagato con riserva in relazione agli sviluppi futuri del giudizio”, spiegano le associazioni. Se, però, l’Istituto mantenesse la “riserva” sui pagamenti e decidesse di proseguire nel giudizio, i beneficiari che hanno nel frattempo ottenuto il titolo, resterebbero in una situazione di incertezza per altri anni, fino alla decisione della Cassazione”.

Situazione “paradossale” perché si perderebbe l‘effetto “deflattivo” che le stesse associazioni volevano, con il rischio di una moltiplicazione di giudizi individuali, a spese della collettività” in quanto ogni mamma dovrebbe acquisire un titolo proprio con una causa personale.

L’Inps conferma che da febbraio sta pagando il premio alla nascita di 800 euro una tantum anche alle mamme straniere con qualsiasi permesso di soggiorno ma ha giustificato la riserva in attesa che la magistratura si pronunciasse “in maniera definitiva sulla questione dato che ci sono ancora processi in corso”. “I premi verranno corrisposti con riserva di ripetizione se, all’esito del giudizio di impugnazione del citato provvedimento giudiziale da parte dell’Istituto (ovvero la decisione di primo grado ndr), emergerà un diverso orientamento giurisprudenziale”. Non si sa se la prossima tappa sarà di fronte alla Corte di Cassazione.