Bonus ristrutturazioni al 110%: pioggia di offerte tutto gratis

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 23 Settembre 2020 11:36 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2020 11:36
Bonus ristrutturazioni al 110%: pioggia di offerte tutto gratis

Bonus ristrutturazioni al 110%: pioggia di offerte tutto gratis (Foto Ansa)

Arriva il bonus per le ristrutturazioni edilizie, l’ormai famoso 110%, e su internet (e non solo) è boom di offerte. “Tutto gratis”, “Pacchetto chiavi in mano”, “Pensiamo a tutto noi, basta una telefonata”.

Bonus ristrutturazioni? Su Facebook, sui siti e anche sui giornali appaiono banner e spot che recitano tutti più o meno la stessa promessa: “ristrutturi casa, non paghi nulla e alla burocrazia ci pensiamo noi”. Purtroppo nella maggior parte dei casi le cose non sono così semplici.

Partito e valido, almeno per ora, sino al 31 dicembre 2021, il bonus che garantisce la copertura delle spese di ristrutturazione e più fa gola a molti. E fa gola perché, per la prima volta, il credito fiscale che si acquisisce può essere ceduto a terzi e quindi, in via teorica, i lavori si possono fare effettivamente senza sborsare un euro.

Certo non tutti i lavori sono coperti da questo bonus ristrutturazioni, deve esserci almeno uno dei cosiddetti ‘interventi trainanti’ – come il cappotto termico -, indispensabili per ottenere il 110% e ci sono tetti di spesa non altissimi, ma l’occasione è ghiotta e senza dubbio vantaggiosa e, paradossalmente, questo è il primo dei possibili problemi.

Lo è perché prima del boom delle offerte c’è stato il boom delle richieste. Per questo molte delle aziende che si fanno pubblicità e promettono di richiamare il cliente dopo una semplice mail, sono talmente sommerse da non essere in grado di star dietro a tutte le richieste.

Bonus, i problemi nel riceverlo

Primo ma non unico dei problemi che rende l’ottenimento del bonus nella formula ‘chiavi in mano’ una piccola avventura. Oltre alle tantissime richieste infatti, tra le tante aziende che si propongono e si fanno pubblicità, non tutte sono o sarebbero in grado di realizzare quanto promesso. Quando si viene effettivamente ricontattati arrivano le eccezioni e non è raro sentirsi dire: “Noi non trattiamo piccoli condomini, ma solo unità abitative indipendenti”.

Oppure scoprire che l’impresa non ha i mezzi o le caratteristiche per valutare il caso presentato: “Non facciamo il cappotto termico, ma solamente impianti. Se però lei ci porta l’impresa, e poi si affida a noi per altri lavori, possiamo comunque gestire la pratica”…e addio chiavi in mano.

Non tutto è perduto però perché in campo sono scesi anche big come le banche e persino Poste Italiane. Società in grado di gestire le pratiche specie dal punto di vista finanziario/fiscale. Ma la fila alle loro porte si sta allungando e ottenere udienze è sempre più complicato. Di tempo in teoria ce n’è, il bonus è valido infatti sino alla fine del 2021 ed è in discussione un suo prolungamento.

L’alternativa è provare a far da soli, ovviamente non i lavori, ma rinunciare al chiavi in mano e armarsi di santa pazienza. In questo caso l’ostacolo, arduo, è la burocrazia. Per ottenere il bonus bisogna produrre decine di documenti che vanno da quelli relativi all’immobile a quelli personali. Bisogna trovare l’azienda che farà effettivamente i lavori e con lei – e con il commercialista – capire quali interventi si possono fare e quali no. E se l’azienda in questione non è disponibile ad acquistare il credito fiscale, bisognerà anche trovare chi lo farà al suo posto. E si torna dalle banche…

Oppure, infine, si può optare per non cedere il credito fiscale ma per tenerselo e vederselo restituito nei prossimi anni. Opzione interessante per chi ha liquidità da mettere sul piatto visto che il credito in questione, essendo del 110%, gode di un 2% di interesse annuo. Decisamente più di quanto si trova sul mercato senza rischiare. Occasione ghiotta per tanti proprietari d’immobili e ancor più condomini. Ma per avere il ‘premio’ bisogna faticare.