Tutte le borse scendono all’inferno: la crisi dissangua le banche

Pubblicato il 10 Agosto 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2011 22:19

MILANO – Piazza Affari -6.25%, Parigi 5,26%, Francoforte -5.23%, New York -4,65%. Più che un elenco di listini sembra un bollettino di guerra. L’Europa della finanza, e il brutto è che non sembra più neppure una notizia, continua inesorabile la sua discesa agli inferi. E a trascinare tutto verso il fondo sono soprattutto le banche.

Il caso del giorno, e questa è invece una novità,  è quello francese. Tutto inizia con la classica voce incontrollata e non verificata:  si parla di un possibile downgrade del rating francese. Bastano pochi minuti e le borse calano a picco. Arriva la smentita dalle stesse agenzie di rating che spiegano come il triplo A della Francia sia stabile. Non basta.  La frittata è fatta anche perché un’altra voce, quella di una possibile crisi di liquidità e imminente necessità del salvataggio pubblico, mette in ginocchio il colosso bancario Societè Generale che chiude perdendo il 18.85%. Anche questa voce è smentita, ma non serve.

Le banche affossano anche Milano. Il listino parla da solo: settoriale che perde il 10%, Banco popolare cede il 9,36%, Intesa Sanpaolo il 13,72%, Unicredit del 9,37%, Mps del 9,78%, Popolare Milano dell’8,89%, Ubi del 10,17%.

Le cattive notizie non finiscono qua. La Bce compra titoli di Stato ma non basta, aumentano ovunque gli indici di rischio dei titoli di Stato. In Francia è record a 171 punti. I credit default swaps sul debito dell’Italia salgono a 388 punti e quelli sulla Spagna a 389 punti.

Infine Wall Street. Lunedì notte la Fed ci aveva provato. Dopo il solito bollettino sulla ripresa “più debole del previsto” aveva annunciato che i tassi sarebbero rimasti “straordinariamente bassi” ancora a lungo. Non è servito neppure questo. Wall Street cala inesorabile. Nella notte italiana, ci sarà un incontro tra Barack Obama e Timothy Geithner. La speranza è che sia più concreto del vertice italiano tra governo e parti sociali.