Borse europee, debole ripresa dopo annuncio Fed. Timori per la Grecia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Giugno 2013 11:08 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2013 11:14
Borse europee, debole ripresa dopo annuncio Fed. Timori per la Grecia

(Foto Lapresse)

NEW YORK – Dopo aver bruciato nella sola seduta del 20 giugno 230 miliardi di euro le Borse europee provano a rialzare la testa e a recuperarsi dallo choc seguito all’annuncio della Federal Reserve di un progressivo abbandono delle misure di stimolo alla liquidità. Quello del 21 giugno, del resto, è anche il “giorno delle tre streghe” in cui scadono contratti derivati, future e opzioni.

Nella mattinata Parigi avanza dello 0,7%, Londra dello 0,5% e Francoforte dello 0,2%. In timida ripresa anche Milano (+0,6%), trainata da Telecom (+2,06%), Saipem (+1,87%) e dai bancari, che beneficiano del miglioramento dello spread, sceso a 284 punti.

L’euro è sopra quota 1,32 dollari. Lo spread tra Btp italiani e Bund decennali tedeschi si aggira sui 280 punti. Il rendimento dei titoli di Stato italiani è del 4,5%.

Alla stretta sulla liquidità della Banca centrale americana si aggiungono le preoccupazioni che arrivano dalla Cina, dove l’indice del manifatturiero è calato ancora, scendendo sotto il livello di guardia. L’Europa teme invece che la Grecia chieda un nuovo salvataggio, perché, secondo quanto scrive il Financial Times, il Fondo monetario internazionale starebbe per interrompere i fondi di aiuto ad Atene.

Sulla Grecia incombe poi il rischio di una nuova crisi di governo. Quello di Antonis Samaras è sempre più debole dopo i tagli al settore pubblico decisi su imposizione indiretta dell’Ue.

In Asia continuano le vendite: tutte le Borse orientali sono in rosso, con l’eccezione di Tokyo (+1,66%), rimbalzata grazie all’indebolimento dello yen. Deboli Hong Kong e Sydney (-0,4%), male Seul (-1,5%).

Quella del 20 giugno è stata la peggior seduta dal novembre 2011 anche per Wall Street: il Dow Jones ha perso il 2,34%, il Nasdaq il 2,28%, lo S&P 500 è calato del 2,5%.

Male anche le materie prime l’oro viene venduto a 1.293 dollari l’oncia. Bene invece il petrolio, con il Brent che avanza di 42 centesimi a 102,57 centesimi.