Pensioni a 65 anni, tagli a Enti locali, tasse ai Suv: ecco la bozza della Manovra

Pubblicato il 29 Giugno 2011 18:53 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2011 19:31

ROMA – Tagli agli enti locali e alle regioni, tasse su suv e auto di grossa cilindrata, nuove tasse sulle attività di trading. E poi ancora, pensioni a 65 anni, stop degli aumenti agli statali, decreto sulla “vendove-badanti” e processo breve. Prende forma la bozza della manovra finanziaria. Una manovra che parte “soft”, scaglionata in maniera da risultare pesante ( e non a caso) negli anni 2013-2014, ossia sulla prossima legislatura e su chi la guiderà. Due miliardi subito per coprire le spese inderogabili, circa 5 sul 2012 e 20 sia su 2013 sia su 2014: la manovra arriva così a circa 47 miliardi, un po’ più dei 43 inizialmente ipotizzati. Vediamo ora, punto per punto, cosa cambia con la manovra.

Pensioni. Il testo accoglierebbe la richiesta europea di equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne, cosa che gradualmente è stata stabilita per il settore pubblico e ora riguarderà anche il settore privato. La pensione a 65 anni per le donne sarà comunque graduale. Una diluizione soft dell’età pensionabile che partirebbe dal 2020 e arriverebbe a regime solo 10 anni dopo.

Tassa sui suv. Arriva la tassa sui Suv e sulle auto piu’ potenti, quelle con potenza che supera i 125 chilowattora. La norma era stata anticipata dallo stesso ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Gia’ da quest’anno si introduce, da quanto si apprende, un’addizionale annua erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 125 chilowatt. Se non si paga arriva una ‘multa’ del 30% di quanto bisogna pagare. La tassa aumentera’ all’aumentare della potenza.

Ticket sanitari. Torna il ticket per le prestazioni sanitarie: 10 euro sulla ricetta per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. Il tutto dovrebbe scattare dal 2012.

Tasse sulle scommesse, anche illegali. I Monopoli potranno calcolare e chiedere le imposte su scommesse e concorsi anche a chi raccoglie gioco senza autorizzazione statale. La misura, riferisce Agipronews, e’ contenuta nella manovra domani al vaglio del Governo. La base imponibile su cui si potra’ calcolare l’imposta sara’ la raccolta media della provincia in cui si trova il punto di gioco. Inoltre per i nuovi concessionari di gioco pubblico, anche online, sara’ necessario presentare la documentazione antimafia dei soci che detengono anche indirettamente una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2%, nonche’ dei direttori generali.

Per i vecchi concessionari la dichiarazione antimafia verra’ chiesta in sede di rinnovo. Tra le novita’ in materia di giochi, anche il fatto che un importo per la ‘Social Card’, la tessera destinata ai cittadini non abbienti, proverra’ dai giochi. E ancora: si va verso possibile l’ ”esportazione” del Superenalotto in Europa. Secondo quanto si legge su Agipronews, ai Monopoli di Stato e’ affidato il compito di indire e disciplinare ”un nuovo concorso numerico da svolgersi, tramite il relativo concessionario, in ambito europeo”. Per quanto riguarda infine le scommesse non autorizzate, arriva una stretta con nuove sanzioni. Previsto anche il blocco delle carte di credito e sanzioni non solo per gli esercenti ma anche per i giocatori.

Tagli a Enti e Regioni. Tagli agli enti locali e alle Regioni per 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Le riduzioni, secondo quanto si apprende, dovrebbero essere suddivise in circa 3,5 miliardi di euro nel 2013 e 5,5 miliardi nel 2014. Sempre secondo quanto si apprende da fonti al lavoro sul dossier ‘manovra’, verra’ introdotta contestualmente la norma che salvaguarda dai tagli i comuni ”virtuosi”.

Blocco delle assunzioni nella P.a. Per gli statali rimane il blocco (esteso fino al 2014) degli aumenti salariali. Confermato anche il blocco del turn over, ossia delle assunzioni, sempre fino al 2014. Le due misure erano state già stabilite nella passata finanziaria e vengono estese per un anno in più. Queste misure non riguarderanno vigili del fuoco e polizia.

Tassa del 35% su trading banche. Arriva la tassa sulle banche: si trattera’ di una tassazione separata al 35% sull’attivita’ di trading. L’aliquota del 35% si applichera’ al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attivita detenute per la negoziazione. Tranne i titoli di debito e le quote negli Organismi d’investimento collettivo di risparmio.

Niente aumento Iva per il momento. L’aumento di un punto percentuale dell’Iva sulle aliquote del 10 e del 20% non sara’ inserito in manovra e non scattera’ da subito. La norma – secondo quanto si apprende – non sara’ nel decreto legge ma solo nel disegno di legge di riforma fiscale che quindi richiedera’ un’attuazione successiva. Nella delega sono anche previste le tre aliquote Irpef del 20, 30 e 40% e la cancellazione dell’Irap dal 2014. Il ddl delega prevede anche l’unificazione della tassazione sulle rendite finanziarie.

Anas. La società che controlla le autostrade si divide in due a partire da gennaio 2012: una capogruppo e una società per azioni dotata di commissario straordinario.

Tassa su transazioni finanziarie. In arrivo un’imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie. E’ una delle misure, secondo quanto si apprende, all’esame domani del consiglio dei ministri. Si sta ancora valutando se inserire la nuova tassa nel disegno di legge delega per la riforma fiscale o in manovra. Ma l’esigenza di fare cassa farebbe propendere per questa seconda opzione.

Processo breve. Per risparmiare in questo settore viene introdotta una sorta di processo breve, che riguarda però solo le cause civili. Il testo della manovra fissa a sei anni la durata “ragionevole” dei tre gradi di giudizio più un anno in caso di giudizio di rinvio. Il giudice può inoltre aumentare fino alla metà i termini fissati.

Pensioni di reversibilità dopo i 60 anni contro le “badanti-mogli”. La manovra impone una decisa stretta sulla reversibilità delle pensioni nel caso in cui la differenza d’età tra marito e moglie superi i 20 anni. Nel caso poi uno dei due coniugi abbia più di 70 anni al momento delle nozze (e la differenza con l’altro sia di più di 20 anni) la pensione di reversibilità sarà ridotta del 10% se il matrimonio dura meno di 10 anni.

Taglio agli stipendi dei ministri. Da luglio, ossia tra due giorni, scatterà il taglio del 50% dello stipendio dei ministri parlamentari. In sostanza ai titolari di un dicastero resterà “solo” lo stipendio da parlamentare. Esclusi invece chi non è un deputato o un senatore, come nel caso di Gianni Letta (sottosegretario alla presidenza del Consiglio e quindi membro del governo) e di Ferruccio Fazio ministro della Salute. Su questo capitolo della manovra c’è però un piccolo giallo: se n’è parlato ma non compare nella bozza distribuita ieri dal ministro Tremonti.

Liberalizzazione delle professioni. Via tutte le restrizioni che bloccano la libera concorrenza tra le professioni, con alcune eccezioni: la norma non varrà per avvocati, ingegneri, architetti, notai, farmacisti e autotrasportatori. Tra qualche mese potrebbero quindi sparire i limiti al numero di persone autorizzate a praticare le professioni contenute nel testo della manovra, le licenze e le autorizzazioni amministrative necessarie per praticarle, via al divieto di lavorare entro una delimitata area geografica, stop all’imposizione di prezzi minimi e commissioni. Il testo assomiglia a una prima anticipazione dell’abolizione degli ordini professionali, cosa che innescherà inevitabili proteste da parte delle varie professioni interessate.