Bpm, Masi: “Fabi e Fiba non hanno mosso un dito per Arpe”

Pubblicato il 21 ottobre 2011 17:54 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 17:58

MILANO, 21 OTT – Il segretario generale della Uilca Massimo Masi ha replicato alle lettera dell’ex amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe difendendo i sindacati interni e accusando, senza però citarle, Fabi e Fiba nazionali, schierate con Arpe nella battaglia per il vertice di Bpm, di non aver mai mosso un dito per risolvere questioni come quella delle promozioni di dipendenti vicini agli Amici della Bipiemme.

”Caro Matteo, ricevo con stupore la tua lettera, per i suoi contenuti e per il fatto che non mi sia stata recapitata nei modi d’uso prima di essere divulgata. A parte questa considerazione voglio ribadire che quanto da me affermato corrisponde al senso di quanto intercorso nei nostri messaggi, come dimostra la tua affermazione per cui ritenevi auspicabile una mia dissociazione dai firmatari di documenti che prevedevano ‘promozioni politiche’. Io non avevo necessità di tale passaggio in quanto il comportamento della Uilca è sempre stato coerente con una necessità di massima trasparenza e già un anno fa ho operato in tal senso a favore di un rinnovamento dell’Associazione Amici della Banca Popolare di Milano”, scrive Masi in un missiva indirizzata ad Arpe.

”Non concordo con la linea intrapresa dalla lista che ti sostiene che richiede l’annullamento dei sindacati interni, come fossero gli unici responsabili di determinate situazioni, poiché chi oggi ti appoggia era chiaramente a conoscenza di quanto avveniva in Bpm e mai ha mosso un dito per risolvere determinate questioni, lasciando la Uilca da sola nell’avanzare istanze di cambiamento”.

”In ogni caso voglio evidenziare che la mia reazione alla chiara campagna denigratoria di cui e’ stata oggetto la Uilca e la mia persona è stata di gran lunga inferiore rispetto alle offese e alle falsità di cui siamo stati oggetto. Non ho esasperato ulteriormente i toni, rappresentando tutto quanto avrei potuto evidenziare, per rispetto della tua persona e delle tue capacità professionali che ho sempre e in ogni occasione valorizzato. Anche per quanto mi riguarda ritengo chiusa la questione e auspico che l’elezione di sabato possa svolgersi nel miglior clima di serenità, per il bene della Banca e di tutti i lavoratori, per il cui benessere dovremo fin dal giorno successivo operare”, conclude il sindacalista.

Sempre oggi lo stesso Arpe ha ribadito la necessità della ricapitalizzazione: ”Mi sembra impossibile che qualcuno possa pensare che la ricapitalizzazione venga rinviata. Il piano – ha sottolineato Arpe – e’ quello legato alla ricapitalizzazione, non ci sono scelte ne’ opzioni. E’ necessario” che l’aumento ”parta nei minori tempi possibili”, ovvero entro il termine del 31 ottobre, giorno in cui scade il mandato conferito a Mediobanca capofila del consorzio di garanzia. Inoltre, ha spiegato il banchiere, la ricapitalizzazione e l’aumento ”fanno parte delle indicazioni ricevute dalla Vigilanza” della Banca d’Italia. Il tutto ”deve partire nei tempi piu’ rapidi possibili, bisogna partire dal piano di oggi, ovvero quello stabilito dalla banca”.

Indiscrezioni indicavano che in caso di vittoria della lista Messori, cioe’ quella di Arpe, all’assemblea degli azionisti di domani, il piano industriale messo a punto dalla gestione targata Ponzellini, potesse subire un rallentamento.