Bpm, i pm di Milano: “Finanziamenti a soggetti vicini alla criminalità”

Pubblicato il 6 Febbraio 2013 20:15 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2013 20:19
Bpm, i pm di Milano: "Finanziamenti a soggetti vicini alla criminalità"

Massimo Ponzellini, ex presidente di Bpm (foto Lapresse)

MILANO – Caso Bpm, i giudici dell’accusa sostengono che durante la presidenza Ponzellini ci furono finanziamenti a “soggetti legati alla criminalità organizzata“. Dall’inchiesta dei pm di Milano su Bpm emerge che sotto la presidenza Ponzellini c’era ”un vero e proprio comitato d’affari che vendeva i contratti di finanziamento più problematici” senza fermarsi ”di fronte ad alcuna barriera, sia pure quella di pervenire a finanziare soggetti in rapporti con la criminalità organizzata”.

Dagli atti dell’indagine condotta dai pm di Milano Roberto Pellicano e Mauro Clerici e che oggi ha portato agli arresti domiciliari l’avvocato Onofrio Amoruso Battista, risulta che quest’ultimo, assieme a Ponzellini e al sue ex braccio destro Antonio Cannalire, avrebbe ricevuto denaro dal gruppo guidato da Rosario Scuteri, in cambio della concessione di un finanziamento ottenuto con il ”decisivo” intervento dell’allora presidente.

Scuteri, emerge dagli atti, ”viene presentato in banca da Alfredo Iorio, il quale e stato sottoposto a misura cautelare nel procedimento denominato ‘Parco sud””. Inchiesta questa in cui lo stesso Scuteri aveva spiegato al pm ”di essere stato presentato a Bpm da Iorio e di avere con lui e con Andrea Madaffari (altro soggetto arrestato nel corso della indagine in argomento) rapporti riguardanti affari immobiliari”.

Scuteri aveva ”inoltre riferito di essere cugino di terzo-quarto grado con la famiglia Mammoliti (clan di malavita calabrese), di essere cognato di certo Domenico Lipari, ucciso a colpi di pistola nel 2007. Infine, non ha nascosto di aver dovuto risolvere una questione nei rapporti con la criminalità organizzata ricorrendo a soggetti in grado di dialogare con questa”.

”Rapporti di Scuteri – hanno proseguito i pm – con ambienti di criminalità organizzata sembrano trovare una traccia, la cui consistenza è da chiarire, nei suoi rapporti con Zambetti, politico recentemente arrestato in altra indagine di criminalità organizzata, come dimostrano i rapporti finanziari tra i due”.

”Ora – hanno osservato gli inquirenti – non e’ accertato il fatto che Ponzellini fosse a conoscenza delle connotazioni di criminalità organizzata gravitanti intorno agli affari di Iorio e Scuteri, ma certamente tra le attività preliminari di una banca in veste di intermediario finanziario vi è quella di contrastare il riciclaggio ed è certo la prima regola da osservare a tal fine quella di evitare l’erogazione di prestiti senza istruttoria o peggio con istruttoria negativa in favore di soggetti di cui non sia accertata la caratura imprenditoriale”.