Bpm, vince la lista degli Amici: Annunziata presidente del cds

Pubblicato il 22 ottobre 2011 16:44 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2011 19:03

RHO (MILANO), 22 OTT –  Nuova era alla Banca Popolare di Milano. L’assemblea dell’istituto di Piazza Meda, da mesi nel mirino di Bankitalia, Consob e magistratura, decide di voltare pagina, dicendo un si’ quasi unanime (98% dei voti) all’adozione del nuovo statuto dualistico e insediando nel consiglio di sorveglianza la squadra proposta dagli Amici della Bipiemme, capitanata da Filippo Annunziata.

Un risultato inatteso considerati i numeri, visto che sono stati battuti a mani basse i concorrenti rappresentati dal tandem Fabi-Fiba, che candidava Marcello Messori alla presidenza e Matteo Arpe alla guida della banca.

E cosi’ dopo oltre sette ore di assemblea alla nuova Fiera di Milano, alla presenza di oltre 4.000 soci (8.000 voti complessivi con le deleghe), il presidente uscente Massimo Ponzellini ha letto il risultato dell’urna: alla lista dei soci dipendenti degli Amici della Bipiemme vanno 4.246 voti, alla Lista Messori 2.274, ai soci non-dipendenti di Piero Lonardi 1.375 voti, a Investindustrial di Andrea Bonomi 143 voti e ad Assogestioni 27.

Numeri che si traducono con l’ingresso in Cds di undici nomi in quota alla maggioranza targata Amici-Uilca, ovvero: Filippo Annunziata, Umberto Bocchino, Giuseppe Coppini, Giovanni Bianchini, Francesco Giaretta, Mario Benito Mazzoleni, Maria Luisa Mosconi, Marcello Priori, Ezio Maria Simonelli, Michele Zefferino e Maurizio Cavallari.

Per la lista Fabi-Fiba, invece, entrano tre consiglieri: Messori, Carlo Dell’Aringa, e Mauro Paoloni, mentre, per Investindustrial fanno il loro ingresso Ulrich Weiss e Stefania Chiaruttini. Un solo posto, invece, per i non dipendenti, che confermano Piero Lonardi. Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria entrano Federico Fornaro e per il Credit Industriel et Commercial Jean-Jacques Tamburini. Nessun posto, infine, alla lista Assogestioni che non ha raggiunto il quorum.

Annunziata ha cosi’ avuto modo di commentare a caldo il risultato: ”Abbiamo fatto un buon lavoro al fianco di un investitore istituzionale motivato e serio”, ha detto riferendosi all’alleanza con Investindustrial che sosterra’ parte della ricapitalizzazione da 800 milioni di euro. Annunziata ha, quindi, espresso la volonta’ di far ”ripartire la Bpm dall’interno con le forze della banca”.

Parole di soddisfazione anche dallo stesso Bonomi: “Sono contento che sia stato nominato il nuovo consiglio di sorveglianza, i soci hanno fatto la scelta migliore per il futuro della banca”. Ma sullo sfondo resta un nodo, quello del consigliere delegato.

Il neo-eletto presidente ha subito spiegato di non avere ”idee sostitutive” rispetto alla nomina dell’attuale direttore generale, Enzo Chiesa. Ma la Banca d’Italia, proprio in mattinata, ha recapitato a Ponzellini una lettera in cui ribadisce, come gia’ fatto in occasione del deposito delle liste, un auspicio di discontinuita’ rispetto alla precedente gestione. Il che metterebbe in discussione la nomina di Chiesa.

Il nodo sara’ comunque sul tavolo della riunione d’insediamento del Cds che, tra martedi’ sera e mercoledi’ mattina, in sede di comitato nomine, nominera’ il consiglio di gestione. Oltre a Chiesa dovrebbero entrare Dante Razzano e Bonomi, che avra’ la presidenza del Cdg. Quanto agli sconfitti, invece, Messori ha subito stretto la mano ad Annunziata augurandogli buon lavoro, mentre Arpe sarebbe andato via prima dal termine delle votazioni senza poter commentare il risultato.

La Fabi, dal canto suo, che sosteneva la lista Messori, ha fatto gli auguri al nuovo vertice avvisando pero’ che non verra’ fatto nessuno sconto: ”Il nuovo statuto della Bpm – ha detto Lando Sileoni -, voluto dalla Banca d’Italia, prevede una maggioranza qualificata per garantire la governabilita’ del Consiglio di sorveglianza”.

Da segnalare, infine, che nel corso dell’assemblea Ponzellini, che fino a lunedi’ sara’ ancora formalmente presidente della Bpm, ha fatto il suo saluto, lasciando trasparire un filo di commozione: ”Sono socio, ho fatto diventare socio anche mio nipote e rimarremo per sempre soci di questa banca. Questa e’ una banca che ha una forza morale nei propri clienti e nei propri uomini, nelle proprie reti e nelle proprie liti, che non dimentichero’ mai”.