Brexit: tassa sulla sanità per gli europei

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2019 12:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 12:55
Brexit: tassa sulla sanità per gli europei

Brexit: tassa sulla sanità per gli europei (Foto Ansa)

ROMA – La tassa sulla sanità sarà la prima novità che scatterà con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La nuova legge riguarderà però solo i nuovi arrivati, tutti coloro che già sono in Gran Bretagna, continueranno ad usufruire in maniera gratuita delle cure sanitarie.

Da gennaio 2021 entrerà in vigore la nuova legge che renderà a pagamento i servizi sanitari inglesi, per tutti coloro che entreranno nel Paese, sia che siano di cittadinanza europea e sia extra-europea. Non si faranno distinzioni.

Proprio per questa mancanza di distinzioni di provenienza, la nuova tassa sulla sanità, approvata dal governo britannico, è stata introdotta all’interno del pacchetto sull’immigrazione e vuole mettere a pari livello gli immigrati europei a quelli non europei. Il 31 gennaio, quando avverrà l’uscita di Londra, dall’Unione Europea, partirà anche la legge della tassa sulla sanità.

Come si evince da Lettoquotidiano.it, i cittadini europei che stanno in Inghilterra, hanno diritto a cure mediche gratuite, mentre i cittadini extracomunitari, per poter avere cure mediche devono pagare una tassa di 400 sterile.

Ma come abbiamo anticipato, le cose non saranno più così dal 2021, perché tutti dovranno pagare 625 sterline (720 euro) all’anno per poter avere tutte le cure mediche necessarie. Senza tener presente della provenienza geografica, uomini, donne, europei o extra-europei sono soggetti a questa tassazione.

Michael Gove, il ministro britannico, in merito a questa novità ha dichiarato: “Rendere più giusto l’accesso
al servizio sanitario fa parte di un più giusto sistema di immigrazione in generale”. “Non è corretto che gente dalla Bulgaria o dalla Slovenia possa venire qui e avere automaticamente dei diritti che non hanno quelli che provengono dal Bangladesh o da Singapore”.

In seguito a questa norma, gli europei perderanno che li appartiene da ormai molti anni. Ma la nuova legge verrà applicata solo a coloro che entreranno in Gran Bretagna in seguito al Brexit, tutti coloro che si trovano già in Inghilterra, continueranno ad usufruire del servizio gratuito.

Inoltre, il governo britannico, sempre in tema di immigrazione, ha dichiarato che dopo la Brexit si impegneranno a incrementare i controlli sull’immigrazione e introdurranno un nuovo sistema di valutazione, un sistema a punti.

Questo nuovo sistema valorizzerà e premierà tutti gli immigrati che lavorano e soprattutto i lavoratori più qualificati e non sarà nemmeno, possibile trasferirsi se prima non si ha in mano un regolare contratto di lavoro. Il ministro Gove conclude il suo discorso sull’immigrazione con queste parole: “Come Paese tollerante e inclusivo, la Gran Bretagna saluta con favore i benefici che l’immigrazione può portare”. “Ma l’immigrazione va controllata se deve funzionare nell’interesse di tutti”.

Lavorare nel Regno Unito

Entro il 30 giugno 2021, tutti i cittadini dell’Unione Europea che vivono e lavorano in Gran Bretagna, dovranno compilare e inviare la domanda per l’European Settlement Scheme. Se dichiarano inoltre, di vivere in Gran Bretagna da almeno 5 anni hanno la possibilità di chiedere questo documento e di poter risiedere a tempo illimitato nel Regno Unito.

Se invece gli anni di residenza sono inferiore ai cinque anni possono richiedere un permesso temporaneo rinnovabile fino a raggiungere i 5 anni di residenze che permettono di richiedere il permesso illimitato.