Brunello Cucinelli: ricavi a 700 milioni entro il 2020. Report di Alberto Nosari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 5:00 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 18:18
Brunello Cucinelli: ricavi a 700 milioni entro il 2020. Report di Alberto Nosari

Brunello Cucinelli: ricavi a 700 milioni entro il 2020. Report di Alberto Nosari

ROMA – Brunello Cucinelli: ricavi a 700 milioni entro il 2020. Report di Alberto Nosari. Brunello Cucinelli, guru del cachemire, presidente e amministratore delegato dell’azienda che ha fondato e fatto crescere con il supporto constante e puntuale della moglie, illustra strategie e situazione patrimoniale del gruppo. Lo ha intervistato Alberto Nosari sul suo blog (“Lettera all’investitore”), dopo la fine della collaborazione con la rubrica ospitata su Affari&Finanza di Repubblica.

La società umbra si prepara a chiudere il 2013 riproponendo tassi di crescita dei ricavi a doppia cifra e un ulteriore miglioramento della redditività. Il fatturato dovrebbe infatti varcare la soglia dei 320 milioni (+13%), con ebitda margin al 18% e debiti a 17 milioni dopo investimenti per circa 40 di cui più di 20 indirizzati al raddoppio dello stabilimento di Solomeo che diventerà operativo nella primavera del 2014. Il tutto all’interno di un percorso che dovrebbe portare la redditività vicina al 20% entro il 2020, quando i ricavi dovrebbero aver raggiunto i 700 milioni, con una crescita medio annua nell’ordine del 13 per cento, mentre la posizione finanziaria ritornerà positiva già dal 2015 nonostante quasi 80 miliardi di investimenti previsti nel triennio 2013-2015 .

La recente acquisizione di Loro Piana ha alzato l’asticella sul valore intrinseco di società attive nel lusso. Nonostante questo, comunque, pressoché tutti gli analisti consigliano di mantenere il titolo in portafoglio in quanto il settore dell’alto di gamma “garantisce tassi di crescita più che interessanti e le quotazioni risulteranno sostenute anche dalle ipotesi di M&A”. Questo anche se gli stessi operatori ricordano che “lo scenario macro resta complesso e permane il rischio legato allo sviluppo del canale retail, ove Cucinelli non ha ancora consolidato una esperienza forte, mentre non sarà facile salvaguardare quelle caratteristiche di esclusività, ricercatezza ed eccellenza del manufatto che hanno permesso il grande successo del marchio”.

Considerazioni rigettate dal capo azienda, che al riguardo precisa: “siamo e resteremo una azienda di “abbigliamento ben fatto” con un altissimo contenuto di quell’artigianalità che contraddistingue il nostro Paese; artigianalità applicata a materie prime di pura eccellenza per realizzare manufatti collocati nella fascia più alta della gamma”. Ma c’è pure altro poiché noi, prosegue il Ceo, “vogliamo salvaguardare pure l’esclusività nella distribuzione di un prodotto la cui qualità e posizionamento è garantito da quella creatività che ci permette di riprodurre nel tempo un prodotto classico ed essenziale nella concezione, ma contemporaneo nella fattura”