Btp lo spread scende: come incassare dal 2 al 13% sui titoli di Stato. Strategia in due mosse.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2021 15:14 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2021 15:14
Btp, spread ai minimi

Btp, spread ai minimi (Ansa)

Btp, con lo spread che scende, si può guadagnare e incassare grazie all’euforia dei mercati galvanizzati dalla prospettiva reale di un governo Draghi in Italia.

Vendendo adesso i titoli più lunghi acquistati al nominale (o in certi casi sotto quota 100) si ha un guadagno che oscilla dal 2% al 13%.

Btp, spread amico: ora meglio cedole a tasso variabile

Lo spread è ai livelli minimi dal 2015. In attesa dell’esito delle consultazioni per il nuovo governo di Mario Draghi, il differenziale di rendimento del Btp rispetto al Bund tedesco si è portato il 5 febbraio a 94 punti base all’ora di pranzo.

Lo spread, si dovrebbe sapere, è il termometro del rischio Italia sui mercati (la sua capacità di rifondare il debito emesso in titoli obbligazionari). Quando va male, una crisi politica per esempio, sale, quando va bene, scende. Influenzando il tasso di interesse.

I Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) sono titoli di debito, obbligazioni emesse dallo stato, a tasso fisso, con cedola semestrale e con durata medio lunga (dai quattro anni in su).

Convengono quando i tassi di interesse sono in rialzo (quando c’è incertezza politica e aumenta il rischio): in questo modo blocchi il tasso d’interesse convenuto.

Come incassare dal 2 al 13%

Per meglio gestire il risparmio, suggerisce Angelo Drisiani sul Corriere della Sera, bisogna passare da un portafoglio occupato in gran parte da strumenti a cedola fissa a prodotti finanziari a cedola variabile, indicizzata per esempio all’inflazione, destinata sperabilmente a salire.

In pratica vendere Btp e comprare Cct. L’esempio più lampante il Btp a scadenza lunghissima (2036): con cedola fissa all’1,5% costava 94 euro il 29 maggio 2020, vale 106,75 il 20 gennaio 20211  euro, una differenza del 13%.

Il secondo tempo riguarda le nuove emissioni. Bisogna orientarsi su obbligazioni a cedola con valore variabile.

“Un valore che ha come parametro di riferimento il tasso interbancario di Eurozona, nel caso dei Cct. O la dinamica del costo della vita interna, per i Btp Italia o l’Oat francese.

Poi ci sono i Btp indicizzati al tasso d’inflazione di Eurozona e, in un caso, all’inflazione d’oltre Oceano. Quella, forse, che, per prima, salirà in tempi non lontani. Spinta, in gran parte, dal maggior dinamismo tipico dell’economia statunitense”.