Bundesbank: 20% dei risparmi degli italiani a forza in Btp

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 ottobre 2018 9:48 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018 14:28
Bundesbank: 20% dei risparmi degli italiani a forza in Btp

Bundesbank: 20% dei risparmi degli italiani a forza in Btp

ROMA – Si torna a parlare di patrimoniale per arrestare la cavalcata dello spread e dimezzare il debito pubblico monstre accumulato dall’Italia: lo fa espressamente il capo economista della banca centrale tedesca (Bundesbank), lo avevano fatto non si sa quanto inconsciamente gli attuali esponenti del governo Lega-M5S evocando l’alto livello dei risparmi degli italiani per confutare i rischi della deriva finanziaria nazionale.

La proposta tedesca è quella di attingere forzatamente dai risparmi con una patrimoniale del 20% del patrimonio netto costringendo i risparmiatori a sottoscrivere con quella somma “titoli di stato di solidarietà” emessi da un Fondo salva Italia domestico. In sostanza, il governo italiano non deve chiedere soldi ai partner europei per dimezzare il proprio debito pubblico, potrebbe invece attingere all’ampio risparmio privato dei suoi cittadini.

Questa la strada indicata dall’economista della Bundesbank (ma la banca centrale ha precisato che parla a titolo personale) Karsten Wendorff, al Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Invece di un fondo europeo che compri i titoli di Stato italiani e che sarebbe in ultima analisi finanziato dei contribuenti europei – spiega Wendorff secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg – si dovrebbe dare vita a un fondo nazionale, che comprerebbe i titoli di Stato”.

Secondo i calcoli di Banca d’Italia la ricchezza finanziaria italiana ammonta a 3.800 miliardi, il 20% in titoli di solidarietà equivarrebbe a 760 miliardi. Il fondo, prosegue l’economista, sarebbe finanziato da “bond nazionali per la solidarietà” che le famiglie italiane sarebbero obbligate a comprare, per esempio impiegando il 20% della loro ricchezza netta. A questo ritmo, secondo Wendorff, “quasi la metà del debito pubblico potrebbe essere convertito in bond della solidarietà”. A giudizio di Wendorff, infatti, l’Italia non è un paese povero, quindi non ha bisogno di soccorso sul debito e nemmeno di essere considerata “il giocattolo” dei mercati finanziari.

Quindi la via d’uscita è fare in modo che “i contribuenti italiani siano responsabili dei debiti del proprio Paese”: in questo modo “gli elettori italiani sarebbero direttamente coinvolti nella soluzione dei problemi, che dipenderebbe dalla loro capacità finanziaria. Questo rafforzerebbe la fiducia futura in una sana politica di bilancio e un problema nazionale sarebbe risolto dalla solidarietà nazionale”.

“Il Governo ha sottolineato cose che per anni hanno deriso, come l’alto livello di risparmio degli italiani. A sentirli parlare di questo un pochino mi viene paura. Fa pensare alla patrimoniale”, aveva suggerito qualche giorno fa intervistato da Il Foglio l’ex primo ministro Paolo Gentiloni.