Buoni pasto elettronici, nuovo accordo per un pos unico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 6:15 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 1:16
Buoni pasto elettronici, nuovo accordo per un pos unico

Buoni pasto elettronici, nuovo accordo per un pos unico

ROMA – Addio alla caccia al pos che legge i buoni pasto elettronici. Ora i negozianti non dovranno più avere un pos per ogni società di buoni pasto, ma un unico pos leggerà tutte le tessere. Questo l’accordo siglato da Sodexo, Qui Group e Day Ristoservice  che è al vaglio delle autorità ed è aperto anche a tutti gli altri operatori. Un accordo per un mercato che ogni anno smuove 3 miliardi di euro.

Repubblica spiega che solo in Italia ogni società emettitrice utilizza un suo Pos, col risultato che difficilmente gli utenti possono spendere i propri buoni pasto e che bar e ristoranti sono costretti a rinunciare alla riscossione:

“Una situazione che, all’indomani dell’approvazione della legge di Stabilità che porta a 7 euro la deducibilità fiscale per i buoni pasto elettronici a partire dal 1 luglio 2015, aveva spinto Federdistribuzione a minacciare di non accettare più questo tipo di pagamenti anche perché – secondo loro – le gare sono distorte e le commissioni troppo salate. Una minaccia non da poco in considerazione del fatto che si tratta di un mercato da tre miliardi di euro l’anno, assorbito per un terzo proprio dai supermercati”.

Il Pos unico però non era l’unico problema che ha impedito lo sviluppo della rete di diffusione dei buoni pasto elettronici, spiega Federdistribuzione, che è anche preoccupata dalle gare eccessivamente al ribasso:

“Si premia, infatti, la società emettitrice che presenta il maggiore sconto sul valore facciale dei buoni; in genere si arriva al 20 per cento. Una tesi che Consip contesta: “Le gare per i servizi – dice la società – non sono mai aggiudicate al massimo ribasso. La formula è quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che assegna al punteggio tecnico (quindi all’elemento qualitativo dell’offerta) un peso di 55 punti, contro i 45 della parte economica (quindi l’elemento prezzo).

L’altro problema sollevato da Federdistribuzione è quello delle commissioni che in Italia vanno dal 6 al 15 per cento contro il 3 pagato in Francia. E per le card – premiate dalla defiscalizzazione – sono più alte rispetto a quelle applicate al ticket cartaceo (differenza media di 3 o 4 punti)”.