I burocrati sono la vera “casta”: intoccabili e pagati più dei parlamentari

Pubblicato il 3 Giugno 2010 10:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2010 10:11

Quando si parla della “giungla dei ministeri”, intesa come costi e stipendi dei vari ministri, spesso si incappa in un errore. Quando si parla degli stipendi troppo alti di politici e parlamentari italiani ancora più spesso si incappa in un altro errore. Bisogna fare una distinzione tra i due diversi piani delle amministrazioni pubbliche: quello politico e quello tecnico. I vari ministri sono infatti conosciuti, ma c’è una specie di sottolivello fatto da un esercito ristretto di super-burocrati che hanno molto potere, lavorano in silenzio e soprattutto guadagnano molto, a volte moltissimo. Sono loro che muovono tutti gli aspetti tecnici e burocratici del ministero, si scambiano i posti tra di loro, si coprono gli errori uno con l’altro, resistono a tutti i cambi di governo, sono legati da una rete di protezione che, quando proprio diventano scomodi, li ricicla in qualche carica più o meno istituzionale nelle decine di collocazioni e sinecure che Roma offre.

E ora il quotidiano Libero ci fa anche scoprire che 116 di loro guadagnano più dei parlamentari.

In testa a tutti nella classifica degli stipendi dei burocrati ci sono i due massimi dirigenti del ministero dell’Economia: Vittorio Grilli, direttore generale e Mario Canzio, ragioniere generale. Entrambi hanno superato quota 500 mila euro all’anno e distaccano di circa 200 mila euro dalla terza posizione, occupata da Giampiero Massolo, segretario generale del ministero degli Esteri, che percepisce quasi 297 mila euro. Sono ovviamente cifre lorde, che le tasse dimezzano e che sarebbero molto più alte se personaggi del loro calibro lavorassero nel settore privato.

C’è però anche da dire che la maggior parte dei super burorati, con mezzi perfettamente leciti e legali, si aumenta la retribuzione ufficiale: ci sono gli arbitrati, manna dei consiglieri di Stato, ci sono le cariche straordinarie attribuite per decreto, che ad esempio hanno moliplicato le entrate, ufficiali e legali, di gente come Guido Bertolaso. Infatti, continuando a spulciare la classifica riportata dal quotidiano Libero, si scopre che Bertolaso è in ottava posizione con oltre 280 mila euro, ma è stato scritto dai giornali che, a botte di commissario straordinario per questo e per quello,la sua take home pay è molto più alta. E chi chiude la classifica alla posizione numero 116? E’ Angelo Balducci, ufficialmente con oltre 175 mila euro. Viste le responsabilità è una retribuzione davvero fuori mercato e un incentivo ad arrotondare.

Ma si potrebbe fare un’analisi importante. In quali ministeri ci sono i burocrati più “costosi”? Come già detto le prime due posizioni sono sono occupate da due “tecnici” del ministero dell’Economia, ma questo non ne fa quello con gli stipendi dei burocrati più alti. Tra i primi 40 della classifica stipendi, compaiono infatti ben 18 burocrati del ministero degli Esteri, tutti con una retribuzione superiore ai 200 mila euro. Certo i nomi dei burocrati più pagati sono equamente divisi tra i vari ministeri, ma quelli della Farnesina occupano senza dubbio le posizioni più alte.

C’è poi un’ulteriore considerazione. Le cifre fornite da Libero sono quelle dichiarate pubblicamente dai ministeri-datori di lavoro, nell’arco di quella che è stata più volte definita da Renato Brunetta “operazione trasparenza”. Nell’elenco si trovano infatti alcuni nomi apparsi nell’inchiesta G8, tutti appena al di sotto di 175 mila euro, ma commissioni, collaudi, consulenze facevano poi lievitare gli stipendi reali di 5-6 o perfino 10 volte. Balducci ad esempio presentava dichiarazioni dei redditi superiori ai 2 milioni di euro, anche se lo stipendio ufficiale era di 175 mila.

Ben 116 burocrati dunque guadagnano più dei parlamentari. Eppure in tempi in cui è tornato di moda il termine casta, i parlamentari sono gli unici in questi anni a cui è già stato tagliato lo stipendio: fu ridotto nel 2007 dal governo di Romano Prodi del dieci per cento sulla indennità base. E per giunta si stabilì uno stop anche agli aumenti automatici che seguono quelli dei magistrati fino al 2012. Con il passare degli anni e il correre dell’inflazione quegli stipendi inoltre si riducono da sé. Bisogna dunque distinguere due caste? C’è quella politica e quella tecnica? Forse no, forse basterebbe solo sapere chi guadagna troppo rispetto ai servizi offerti.