Continua la “scalata” di Caltagirone all’interno di Acea: aumenta il “peso” delle sue quote

Pubblicato il 15 Novembre 2010 16:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 16:46

Francesco Gateano Caltagirone sta assumendo sempre più importanza all’interno di Acea. Come è spiegato in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, “l’imprenditore romano nel corso di ottobre ha scommesso più o meno un’altra quindicina di milioni sull’utility e ha portato la propria quota al 14,12% dal precedente 13,24 per cento. Ai prezzi attuali l’investimento di Caltagirone nell’ex municipalizzata vale qualcosa come 255 milioni. Non si tratta certo di un chip ma di una quota che assume contorni sempre più strategici con il passare del tempo. Non a caso, l’altro socio privato di Acea, ossia i francesi di Gdf Suez che al momento sono fermi poco sopra il 10%, sono ancora distanti diverse lunghezze dall’imprenditore romano. Il piccolo arrotondamento assume poi ancor più i connotati di un’operazione industriale considerato che è stato effettuato a cavallo della nomina del nuovo direttore generale Paolo Gallo, avvenuta a metà ottobre”.

Scelta, quella del nuovo dg, che secondo l’autore dell’articolo, è stata “compiuta con il preciso intento di provare a sistemare quelle sacche di inefficienza che gravano sui conti dell’ex municipalizzata e che, qualche tempo fa, avevano scatenato in Caltagirone un commento piuttosto piccato sulla gestione dell’utility: «La politica stia fuori dall’Acea». Ora, forse, l’imprenditore, da tempo impegnato in uno shopping mirato sul gruppo energetico, sembra confidare più di prima in un prossimo giro di boa dell’ex municipalizzata”.

Complici, ha sottolineato il giornalista, “anche i nuovi accordi con Gdf Suez che, come aveva dichiarato l’amministratore delegato Marco Staderini a Il Sole 24 Ore a settembre scorso renderanno «entrambi più liberi di espandersi nel proprio core business». Che per Acea significherà crescere nell’acqua, nella distribuzione di energia, nell’ambiente ma anche nella distribuzione del gas. In ragione di ciò, il management presenterà entro fine anno un nuovo piano triennale che consentirà di «creare il massimo valore per la società» anche in vista della privatizzazione. Aspetto, quest’ultimo, che giustifica forse più di tutti gli altri l’interesse di Caltagirone per Acea e che lo candida a diventare uno dei punti di riferimento della futura società post riassetto”.

L’annuncio dell’ennesimo arrotondamento è arrivato, tra l’altro, “nel giorno in cui Caltagirone ha alzato il velo anche sui conti dei nove mesi della Caltagirone Spa. la società ha chiuso i dati al 30 settembre con un risultato ante imposte (incluse le quote dei terzi) di 33,8 milioni, in forte aumento rispetto ai 3,7 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile del gruppo è ammontato invece a 546mila euro, con un +77,9% rispetto ai 307mila euro di gennaio-settembre 2009. Il risultato operativo – secondo quanto riferito dalla società – è stato pari invece a 32,7 milioni, in calo dell’11,9% rispetto ai 37,1 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso (al netto di ammortamenti e accantonamenti). Inoltre, il risultato della gestione finanziaria si è attestato a 1,1 milioni, mentre nei primi nove mesi dell’anno scorso era risultato negativo per 33,5 milioni”.