Camusso a Monti: “Sempre lo stesso ritornello. Questo sì che è monotono”

Pubblicato il 4 Febbraio 2012 19:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2012 19:28

ROMA – La riforma del mercato del lavoro ”senza l’accordo sarebbe ingiusta e inadeguata ai problemi”. Lo dice il leader della Cgil, Susanna Camusso, in una intervista all’Ansa: ”Lo dimostra la cosiddetta riforma delle pensioni che ha moltiplicato i problemi sul lavoro, prodotto ingiuste violenze e non ha neanche offerto una prospettiva ai giovani”.

“Questa polemica sul posto fisso, sulla sua presunta monotonia, e’ stucchevole e insopportabile – ha aggiunto – Soprattutto in una stagione cosi’ difficile bisognerebbe essere rispettosi di chi cerca un lavoro disperatamente e non ha certo tempo di annoiarsi”.

Poi la replica al ministro del Welfare Elsa Fornero: “Sostenere, come fa la ministra con una strana affermazione, che ‘non e’ giusto legare un lavoratore all’impresa’ cosa vorrebbe dire? Che si vuole facilitare la licenziabilita’? Non e’ assolutamente questo il tema da affrontare e non lo e’ tanto meno adesso in una fase di recessione”.

Poi la replica diretta alle parole del premier, Mario Monti: “Immagino che il professor Monti sia in grado di farci un elenco di quali sarebbero le troppe tutele perche’, nonostante gli sforzi, non le vediamo”. ”Siamo di nuovo di fronte ad uno stesso ritornello, questo sì che è monotono”. E, dunque, ribadisce: “”Abbiamo detto con chiarezza perche’ l’articolo 18 non e’ un tema della trattativa: non si deve cambiare. Chi continua a proporlo manifesta la sua volonta’ di non fare nessun confronto”

E se la prende con Monti: “‘Quando si dice che l’articolo 18 scoraggia gli investimenti, si fa un’affermazione grave”. “Soprattutto – aggiunge – per un presidente del Consiglio che dovrebbe avere come prima funzione quella di presentare positivamente il Paese e promuovere investimenti”.

”La precarieta’ e la lotta al sommerso devono essere le vere priorita’ di questo confronto col governo se davvero vogliamo dare una risposta ai giovani”. Così il numero uno della Cgil commenta la riforma del mercato del lavoro e della distinzione tra flessibilita’ ‘buona’, ”se cosi’ la si puo’ chiamare”, dice, e ‘cattiva’, quale obiettivo indicato del Lavoro, Elsa Fornero.

”La flessibilita’ buona, se cosi’ la si puo’ chiamare – dice Camusso – e’ quella collegata ad esigenze vere, per esempio la stagionalita’. E’ quella rispettosa dei diritti, della retribuzione e della sicurezza del lavoratore. La flessibilita’ cattiva la vediamo nel finto lavoro autonomo, negli stage non pagati e reiterati, nei contratti a termine che vengono temporaneamente sospesi per poi riprenderli evitando cosi’ che si traducano in lavoro a tempo indeterminato”.

In generale, prosegue Camusso, ”la flessibilita’ e’ cattiva quando le molteplici forme contrattuali, le collaborazioni, il finto lavoro autonomo, sono solo un mezzo per pagare poco il lavoro stesso, rendendolo insicuro e privo di diritti”.

”Il Btp day e’ stato fruttuoso, allora perche’ non si decide che le pensioni oltre i 5 mila euro al mese si pagano in titoli e cosi’ anche le retribuzioni pubbliche oltre i 150 mila euro l’anno – ha proposto – Potrebbe essere un modo per reperire risorse e fare in modo che la parola equita’ torni ad avere un po’ di cittadinanza”.