Camusso: “Esodati nel privato pre-pensionati nella PA. Ingiusto”

Pubblicato il 12 luglio 2012 22:50 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2012 23:51
Susanna Camusso, leader Cgil

Susanna Camusso (Foto Lapresse)

PONTICINO (AREZZO) – Esodati i lavoratori del privato, pre-pensionati quelli della pubblica amministrazione: per il segretario della Cgil, Susanna Camusso, si tratta di “una somma di ingiustizia che non va bene”. Il segretario della Cgil ne ha parlato stasera a Ponticino, a margine di un dibattito organizzato dalle Acli, parlando delle misure del Governo in tema di lavoro e pensioni. ”Noi l’abbiamo detto subito – ha spiegato Camusso – poi tutti hanno scoperto che c’erano gli esodati. Adesso c’è un’ulteriore iniziativa del Governo che ci lascia molto perplessi perché se si pensa di intervenire nella pubblica amministrazione dicendo che si possono mantenere i requisiti precedenti vorrei capire dal governo perché un lavoratore privato nella stessa situazione deve rimanere disoccupato per molti anni. C’è una somma di ingiustizie – ha concluso – che non va bene”

A margine dell’incontro Camusso ha risposto ai giornalisti che le hanno chiesto di scegliere tra l’ex premier Silvio Berlusconi e l’attuale, Mario Monti. Con chi è più facile discutere, Monti o Berlusconi? “Non c’è gara tra i due perché Berlusconi aveva deciso che noi non esistevamo quindi non avevamo questa difficoltà”. Un governo eletto “è la normalità della democrazia a cui tengo molto che è quella per cui in un Paese i cittadini votano i parlamenti, i parlamenti determinano i governi”, ha detto Camusso. ”Siamo stati e siamo in una stagione particolare. Bisogna quindi avere l’attenzione di sapere che, appunto, siamo in una fase in cui qualche regola è sospesa e invece bisognerebbe reintrodurla e non dare lezioni a chi le regole le ha rispettate”.

Sui dati di abbassamento del Pil del 2,4%, stimati dal presidente di Confindustria Squinzi, Susanna Camusso ha detto di non credere che il governo si stia sufficientemente occupando della situazione. “E’ una cosa che diciamo da tempo – ha osservato Camusso – e che si vede nella serie di provvedimenti presi finora”.

“C’è un’idea di governo di necessario rigore nei conti pubblici ma tutto fatto di tagli – ha aggiunto Camusso – il che ha un effetto di incentivazione della recessione nel nostro Paese. Siamo molto preoccupati per le modalità della spending review che avranno l’effetto di un ulteriore aumento della recessione oltre al rallentamento industriale che è una preoccupazione di Confindustria. La ragione per cui continuiamo a dire che non ci puo’ essere una lunga stagione di rigore e poi ci occuperemo del lavoro e dello sviluppo ma che anzi se vogliamo uscire dalla recessione e’ necessario occuparci di sviluppo perche’ senno’ avremo sempre piu’ debito di cui occuparsi”.

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