Le 50 milioni di cartelle esattoriali diluite in 5 anni per motivi di ordine pubblico ed economico

di Alessandro Avico
Pubblicato il 12 Gennaio 2021 9:01 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2021 9:01
Le 50 milioni di cartelle esattoriali diluite in 5 anni per motivi di ordine pubblico ed economico

Le 50 milioni di cartelle esattoriali diluite in 5 anni per motivi di ordine pubblico ed economico (Ansa)

Le 50 milioni di cartelle esattoriali bloccate da prima del Covid, che ora devono partire comunque, le faranno arrivare molto diluite, 5 anni forse più. Questo per motivi di ordine pubblico ed economico. Economico per un discorso legato alla liquidità, soprattutto delle imprese. Di ordine pubblico perché 50milioni di cartelle sono una a testa circa, e non si vuole che la gente scenda in strada…

Dopo le sospensioni decretate nel 2020, quella che si annuncia è infatti una vera e propria valanga di cartelle esattoriali che il Governo sta studiando come rendere più innocui possibili. Si tratta di circa 50 milioni di avvisi fiscali che potrebbero essere in parte rottamati o quantomeno diluiti nel tempo.

Cartelle esattoriali, 50 milioni da diluire

“Qualunque nuova rottamazione o forma di pace fiscale non può prescindere dall’invio degli atti e delle cartelle”, ha precisato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini. Questo perché “il contribuente deve essere messo a conoscenza di quanto gli è richiesto”. Così tanti avvisi in una volta sola, ha spiegato il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, metterebbero in difficoltà l’Agenzia delle entrate, oltre che i contribuenti.

Per evitare un ingorgo e un ulteriore appesantimento su chi è già in difficoltà per le conseguenze della pandemia, la prima idea è quindi una sorta di “pulizia” a monte: “Un intervento strutturale che cancelli quanto non è più recuperabile”, ad esempio cartelle riferite a persone decedute o ad aziende fallite.

Cartelle esattoriali, gli anni 2016-2020

Come spiega ancora Castelli, per gli anni dal 2016 al 2020 esistono invece due generi di questioni. Le cartelle già arrivate ai contribuenti, “su cui bisogna dare la possibilità di fare una nuova rottamazione a chi ha aggiunto difficoltà a difficoltà che già aveva”, e le cartelle che non sono ancora state emesse. In questo caso l’idea è di una diluizione degli avvisi su più anni, si parla di 5.

Di diluizione “molto molto lunga” parla anche Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al Mef in quota Leu, che nel nuovo decreto non esclude nemmeno l’utilizzo della leva fiscale, ovvero di un’eventuale sospensione delle tasse sulla scia dei precedenti provvedimenti, per alleviare i problemi di liquidità delle imprese. (Fonte Ansa).