Casa. Pignoramento “soft”, no asta, rate Equitalia più lunghe: piano del Governo

Pubblicato il 5 Giugno 2013 9:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 10:20

Casa. Pignoramento "soft", niente asta, rate più lunghe: il piano del GovdernoROMA – Niente più case vendute all’asta per debiti; pagamenti a rate più flessibili; alleggerimento degli obblighi a carico dei contribuenti che propongono un ricorso. Questi i punti fondamentali, secondo quanto scrive Mario Sensini sul Corriere della Sera, del piano del governo sulla riscossione.

Un piano chiesto dal Parlamento con una risoluzione a firma Daniele Capezzone che è stata votata all’unanimità in commissione Finanze alla Camera, a cui il governo sta lavorando. Tanto da aver storto un po’ il naso quando i relatori del decreto debiti Pa al Senato, Giorgio Santini (Pd) e Antonio D’Alì (Pdl) hanno inserito una norma che proroga la possibilità di affidare a Equitalia la riscossione delle tasse fino al 31 dicembre 2013.

Il primo obiettivo è porre un limite all’esproprio e al pignoramento sulla casa e sulle imprese. Come? Facendolo scattare solo per i crediti di un certo importo (superiore all’attuale che è di 20mila euro) ed evitando proprio la possibilità della messa all’asta. La casa potrà essere “congelata”, ma non venduta all’asta dall’agente della riscossione per tutelare il credito dell’ente pubblico che gliel’ha affidato.

Altro grande passo in avanti sarebbe la possibilità di fare ricorso senza prima dover pagare nulla della somma richiesta. Ovvero. Fino ad oggi chi riceve una cartella Equitalia e vuole fare ricorso, comunque deve prima pagare almeno un terzo delle maggiori somme pretese dal Fisco. Nel testo a cui sta lavorando il governo invece potrebbero essere esentati da quest’obbligo almeno i contribuenti nei cui confronti l’amministrazione fiscale non contesti comportamenti fraudolenti, o comunque dolosi.

Rate più lunghe e leggere. Il governo studia anche la possibilità per chi riceve una cartella esattoriale di pagare con rate più lunghe e quindi più snelle. Finora il limite massimo delle rate è di 72, quindi estinguibili in 6 anni. Si pensa invece aumentarne il numero massimo ed eliminare la norma che impone l’importo minimo di una rata a 100 euro.

Più elastici su mancati pagamenti. Nel piano del governo c’è anche l’idea di accettare il mancato pagamento di un massimo di cinque rate nell’arco dell’intero piano di rateizzazione, non più di tre consecutive, senza che per questo il piano di dilazione dei pagamenti venga revocato. Oggi invece il piano decade de facto se non si pagano due rate.