Cassa integrazione in deroga: governo finanzia solo il 2013. In 150mila a secco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2014 11:34 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2014 11:34
Cassa integrazione in deroga: governo finanzia solo il 2013. In 150mila a secco

Cassa integrazione in deroga: governo finanzia solo il 2013. In 150mila a secco

ROMA – Cassa integrazione in deroga: governo finanzia solo il 2013. In 150mila a secco. Meno cassa integrazione ma ancora tanti lavoratori che devono fare i conti con una forte contrazione del reddito e settori come commercio e artigianato che rimangono in situazione critica. Questa la fotografia scattata dalla Cgil e dalla Uil sui dati relativi alla cassa integrazione a giugno (-23%) diffusi nei giorni scorsi dall’Inps. I 400 milioni di euro appena sbloccati dall’esecutivo grazie all’intervento del ministro del Welfare Giuliano Poletti servono solo per coprire l’arretrato del 2013: i sussidi sono fermi da gennaio quelle risorse “saranno sufficienti a malapena all’erogazione dei sussidi fino a marzo” (Cgil, Cisl e Uil).

Il 30 luglio ci sarà l’incontro tra Regioni e ministro Poletti per esaminare i nuovi criteri del decreto. Domani 22 luglio, invece, mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Il rapporto della Cgil indica che a giugno si è verificata  la “richiesta più bassa degli ultimi 12 mesi”, tuttavia nei primi sei mesi dell’anno si è registrata “un’assenza completa di attività produttiva per più di 540.000 lavoratori”, con una perdita per ognuno di “oltre 3.900 euro”. Tra l’altro, si legge nel rapporto, “ci sono molti lavoratori che ormai sono fuori, o stanno per uscire, da tutte le coperture di welfare disponibili, poiché hanno completato i periodi previsti dalla normativa vigente”.

Tornando alla Cig, la Uil mette invece in evidenza che tra maggio e giugno le richieste di ore di cig da parte delle aziende registrano un aumento nell’artigianato (+50,2%) e nel commercio (+12,4%). Calo di ore autorizzate, viceversa, nell’industria (-32,3%) e nell’edilizia (-10,2%). Più in generale, comunque, l’industria resta il ramo di attività che assorbe il maggior numero di ore richieste (49,3 milioni), seguita dal commercio (10,3 milioni), dall’edilizia (10,2 milioni) e dall’artigianato (4,5 milioni).

150mila restano a secco. Gli allarmi si susseguono quotidianamente. Di qualche giorno fa quello dell’Emilia Romagna, regione di provenienza del ministro Poletti: sono 32.000 i lavoratori in cig in deroga che «dal mese di gennaio non percepiscono un euro di reddito». In Toscana, regione di provenienza del premier, sono 18.000 le persone nelle stesse condizioni. In Lombardia se ne contano 35 mila, in Piemonte 28.000, in Umbria 11.000. E così via: il totale nazionale si aggira intorno ai 150.000 lavoratori. Solo Campania e Sicilia, avendo dirottato risorse comunitarie altrimenti perse, per ora tengono. (Giusy Franzese, Il Messaggero)