Cassa integrazione: di deroga in deroga, 5 mld in 5 anni. “Fuori controllo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 11:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 12:00
Cassa integrazione: di deroga in deroga, costa 5 mld. Conti fuori controllo

Cassa integrazione: di deroga in deroga, costa 5 mld. Conti fuori controllo

ROMA – Cassa integrazione: di deroga in deroga, 5 mld in 5 anni. “Fuori controllo”. Le coperture per gli ammortizzatori sociali si trovano”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondeva alla domanda se ci sarà il miliardo di euro necessario a finanziare la cassa integrazione in deroga per il 2014. A costo di miracoli si troverà l’ennesimo miliardo: di deroga in deroga, però, il conto è divenuto fuori controllo, la Corte dei Conti segnala una “crescita esponenziale” degli oneri per gli strumenti in deroga che nei 5 anni della crisi, da gennaio 2009 a luglio 2013, ha raggiunto la cifra record di 5,78 miliardi di euro.

Padoan aveva anche aggiunto che “la questione della cassa in deroga è sia quantitativa che qualitativa, fa parte della riforma del mercato del lavoro in discussione”. Peccato che il decreto interministeriale che doveva definire criteri più stringenti nella concessione della cig sia rimasta al palo con la fine del Governo Letta. Oggi la concessione dipende sostanzialmente dall’accordo tra azienda e sindacati con la sottoscrizione da parte delle Regioni che però erogano soldi che non hanno ma che attingono dalla fiscalità generale. Sono “deresponsabilizzate” denuncia la Corte dei Conti

E infatti, prosegue la relazione (“L’evoluzione del sistema degli ammortizzatori sociali” – Corte dei Conti), il meccanismo introdotto da Berlusconi nel 2008 (un giustificato paracadute sociale per affrontare ristrutturazioni e crisi aziendali) è degenerato. Si risolve, cioè, in una specie di “accanimento terapeutico” per mantenere in vita aziende decotte (i ripetuti casi di Alitalia e gli stabilimenti Fiat a Termini Imerese). Spesso serve unicamente ad accompagnare i lavoratori alla pensione. Dura troppo tempo, magari prolungando la cassa integrazione ordinaria (che si finanzia però con i contributi di aziende e lavoratori) finendo per disincentivare la ricerca di una nuova occupazione. Surroga impropriamente finalità di esclusiva assistenza e sussidio. Di tutte le prestazioni (cassa integrazione e indennità di mobilità) un terzo della cassa integrazione è in deroga. 

Nel periodo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2012, dice la relazione, sono stati erogati complessivamente circa 1,2 milioni di trattamenti di cassa integrazione in deroga e 144 mila indennità di mobilità in deroga. Metà delle prestazioni sono andate in quattro Regioni: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, che hanno fatto il pieno di cig in deroga. Invece, tutte le regioni meridionali, ad esclusione della Campania, «mostrano una quota di lavori sussidiati a seguito della perdita di lavoro (mobilità in deroga) nettamente superiore alla media nazionale». Poiché un lavoratore può essere oggetto di più prestazioni, il numero dei beneficiari nel quadriennio 2009-2012 è più basso del totale dei trattamenti: si tratta infatti di 824.179 lavoratori, per il 59,7% maschi. Circa 310 mila persone hanno usufruito di più di una prestazione in deroga. (Enrico Marro, Corriere della Sera)