Castagne, sconfitto il parassita. Tornano le italiane

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2018 13:13 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 13:13
Castagne, sconfitto il parassita. Tornano le italiane (foto Ansa)

Castagne, sconfitto il parassita. Tornano le italiane (foto Ansa)

ROMA – Torna l’autunno e tornano sulle nostre tavole le castagne. E questa volta, dopo aver rischiato l’estinzione, tornano anche le castagne italiane. Con un raccolto superiore ai 30 milioni di chili, in aumento dell’80% rispetto al minimo storico di  un quinquennio fa, finalmente i produttori italiani possono dire di aver sconfitto l’insetto-killer, il “cinipide galligeno del castagno” proveniente dalla Cina. Insetto-killer che in questi ultimi anni aveva messo in ginocchio la produzione nazionale.

La castagna, esulta la Coldiretti, “riveste un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili molti luoghi anche per scopi turistici e di svago. Anche se siamo ancora lontano dai fasti del passato, quando si raggiunse la produzione di 829 milioni di chili”. 

Cresce la produzione e quindi calano le importazioni. Anche se, sottolinea la Coldiretti, resta il rischio di “trovarsi a tavola, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Turchia, Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia”. L’Italia nel 2017 ha importato oltre 21 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forte danno sui prezzi corrisposti ai produttori italiani. Da qui la richiesta di Coldiretti di “assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia, per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori”.

Sono quindici, spiega la Coldiretti, le varietà di castagne italiane che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino/Castagna di Serino Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, ed i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop. A questi si aggiungono due mieli di castagno: il Miele della Lunigiana Dop della Toscana e il Miele delle Dolomiti Bellunesi Dop del Veneto.