Cedolare secca, affitti brevi, Imu, case in comodato: le novità con il decreto crescita

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Giugno 2019 13:48 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2019 13:48
Cedolare secca, affitti brevi, Imu, case in comodato: le novità con il decreto crescita

Cedolare secca, affitti brevi, Imu, case in comodato: le novità con il decreto crescita

ROMA –  Cedolare secca, Imu, case in comodato, affitti brevi: novità in arrivo nel mondo immobiliare con il decreto crescita. Sul provvedimento verrà posta la questione di fiducia alla Camera oggi, venerdì 21 giugno. Il testo dovrà poi passare all’esame del Senato per essere convertito in legge entro il 29 giugno. Ecco alcune novità spiegate dal Sole 24 Ore.

CEDOLARE SECCA – Per quanto riguarda la cedolare secca sugli affitti, saltano le sanzioni per chi si dimentica di confermarla al momento della proroga del contratto. Viene cancellata la norma che prevede le sanzioni (100 euro ridotti a 50 entro i primi 30 giorni), spiega Il Sole 24 Ore.

A questo punto, però, la mancata presentazione del modello Rli per confermare la cedolare non comporterà più la decadenza dal regime né la multa.  

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AFFITTI BREVI – Per quanto riguarda gli affitti brevi verrà creata una banca dati pubblica delle strutture ricettive e degli immobili destinati all’attività di locazione breve. Ogni casa locata dovrà avere un codice identificativo che dovrà essere usato “in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza”, anche dai gestori di portali internet e dagli agenti immobiliari. Per chi non si adegua, sanzioni da 500 a 5mila euro, maggiorate del doppio in caso di reiterazione.

 

Sempre per gli affitti brevi, viene anche previsto che i dati comunicati dai locatori alla polizia saranno forniti all’Agenzia delle Entrate dal ministero dell’Interno, in forma anonima e aggregata per struttura ricettiva, e il Fisco potrà usarli per controllare il pagamento delle imposte, comunicandoli ai Comuni che potranno verificare il versamento dell’imposta di soggiorno. 

DICHIARAZIONE IMU –  Il termine per presentare la dichiarazione Imu slitta al 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati da comunicare. Attualmente, il termine è invece il 30 giugno. Viene anche eliminato l’obbligo di presentare la dichiarazione Imu per chi vuole beneficiare della riduzione del 50% Imu e Tasi sulle case date in comodato, cioè in prestito gratuito, ai figli o ai genitori, spiega Il Sole 24 Ore.

CANONE CONCORDATO – Viene eliminato l’obbligo della dichiarazione Imu per le case affittate a canone concordato. Viene eliminato anche “qualsiasi altro onere di dichiarazione o comunicazione”, perché per questi contratti spesso i Comuni pretendono comunicazioni di vario genere. Resta invece l’obbligo di “bollinatura” (attestazione) per i contratti a canone concordato stipulati senza l’assistenza delle associazioni di categoria. (Fonte: Il Sole 24 Ore)