Cercasi laureati under 30 per contratto 22mila€ più benefit. Nessuno si candida

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2014 19:52 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2014 19:52
Cercasi laureati under 30 per contratto 22mila€  più benefit. Nessuno si candida

Cercasi laureati under 30 per contratto 22mila€ più benefit. Nessuno si candida

ROMA – Cercasi giovani neolaureati per contratto di apprendistato a 22 mila euro lordi l’anno, auto e telefono aziendale e altri benefit. Ma nessuno risponde all’annuncio. Perché tra i giovani lucani, liguri e molisani laureati, ai quali l’annuncio era rivolto, solo alcuni sono risultati idonei per la posizione richiesta e tra questi, gli under 30 (cui è limitato il contratto di apprendistato), preferiscono puntare sul prossimo bando pubblico per un posto statale.

La storia paradossale è raccontata dall’Espresso, in un articolo a firma di Gloria Riva. L’annuncio è stato pubblicato da Diego Malerba capo della Execo, società che si occupa di selezione e formazione del personale, per conto della J Colors, una società leader nel settore delle vernici. La posizione offerta era per quattro aspiranti sales account da distribuire sul territorio, in particolare in Basilicata, Liguria e Molise. 

Riporta l’Espresso:

“Malerba e il suo team si sono messi al lavoro, pubblicando l’annuncio sui siti più importanti, utilizzando i social network e i canali tradizionali. In Basilicata hanno risposto in 6, ma tutti, dopo essere stati contattati telefonicamente, hanno rifiutato l’offerta. In Liguria hanno risposto in 8, ma solo un paio si sono presentati al colloquio. In Molise solo un giovane ha risposto all’annuncio, ma ha dato forfait al primo appuntamento”.

Perché solo under 30? Il motivo è il contratto di apprendistato, che limita l’offerta di lavoro agli under 30, mentre ci sarebbero molte persone qualificate, fra i 30 e i 40, rimaste disoccupate e che sarebbero certamente ben liete di accettare quell’offerta.

Ma quello di Malerba non è un caso isolato. L’Espresso cita poi l’esempio di Giorgio Veronelli, partner della Gch Consulting, società torinese che si occupa di selezione del personale:

“Faccio questo lavoro da 17 anni – racconta sempre a L’Espresso – e mai come in questo periodo fatico a trovare giovani disposti ad accettare soluzioni interessanti. Ad esempio, una rinomata azienda veneta, operante nel settore della moda, stava cercando giovani laureati. Molti ragazzi ci hanno contattato, qualcuno per curiosità ha fatto un colloquio, ma nessuno ha accettato il posto”.

Il termine tecnico è mismatching, ovvero il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro

“I giovani sono flessibili, ma è sempre più frequente il caso di mismatching, dove le competenze di chi cerca lavoro non corrispondono a quelle ricercate dalle aziende”, conferma Federico Vione, amministratore delegato di Adecco.

Secondo lui il problema è quantitativo:

“Ci si laurea e ci si diploma in discipline non idonee alla richiesta da parte del mondo del lavoro. Ad esempio, ci sono troppi giovani che scelgono carriere umanistiche, mentre sono pochi quelli che intraprendono un percorso tecnico, che al contrario viene richiesto dalle aziende”.

E qualitativo:

“anche chi intraprende un percorso di studi scientifico e ad alto contenuto tecnico non possiede le competenze pratiche per entrare nel mondo del lavoro”.