Cgil, la Camusso tra due fuochi: Cisl e Uil vanno da sole, la Fiom la critica

Pubblicato il 10 Novembre 2010 9:53 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 9:53

Susanna Camusso

L’inizio di Susanna Camusso alla guida della Cgil non è certo dei più facili. Colpa dei “nemici” (Sergio Marchionne, Cisl e Uil) su tutti, ma colpa anche degli “amici”, quei metalmeccanici della Fiom che di compromessi e intese non vogliono neppure sentir parlare.

Così per la neo segretaria, non c’è neppure il tempo di capire bene i suoi compiti che già si trova tra due fuochi. Lo spiega con chiarezza Paolo Griseri su Repubblica: Marchionne e gli altri sindacati, dopo un frettoloso benvenuto, hanno pensato bene di riunirsi da soli lo stesso giorno per parlare di Fiat. Dall’altra parte la Fiom che, per bocca del segretario Maurizio Landini continua a chiedere alla Camusso di “sospendere il tavolo sulla produttività perché in questo modo tuttal’organizzazione potrebbe discutere quali proposte presentare a Confindustria. Se Confindustria vuole discutere di orari, utilizzo degli impianti, totale variabilità del salario e aumento della precarietà, non credo che su quella base si possano fare trattative”.

La posizione, spiega Griseri,  “tradisce una sfiducia di fondo nei confronti del gruppo dirigente della Cgil, il timore che un accordo di Camusso con gli altri leader sindacali e con Marcegaglia lasci isolati i metalmeccanici di Landini”. Formalmente la Fiom dice di non temere l’isolamento e ricorda l’ultima manifestazione di piazza. Un successo, sì, ma ottenuto grazie alla massiccia partecipazione degli altri iscritti al sindacato.

A Landini la Camusso ha risposto che “non si può avere paura e non si può pensare chesiccome abbiamo avuto e abbiamo delle rotture, queste rimarranno sempre l’unico punto di riferimento. Il nostro problema è riconquistare un nuovo modello contrattuale, non constatare che non ce l’abbiamo più”. Insomma, di  abbandonare il tavolo con Confindustria non se ne parla. Anche perché l’obiettivo della Cgil, spiega Repubblica,  è quello di uscire dall’angolo “riportando se possibile la stessa Fiom al centro delle trattative dopo gli accordi separati dei mesi scorsi in Fiat”. Sempre che Landini e Cremaschi lo vogliano e, di certo, gli industriali non sono disposti ad attendere troppo a lungo.