Cgil: Maurizio Landini segretario generale, Vincenzo Colla suo vice

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 10:48 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 10:48
Cgil: Maurizio Landini segretario generale, Vincenzo Colla sarà il suo vice

Cgil: Maurizio Landini segretario generale, Vincenzo Colla suo vice (nella foto Ansa, Landini con Susanna Camusso)

BARI – Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla vice. La Cgil ad un passo dall’accordo per il nuovo vertice. Al centro dell’accordo anche la composizione dell’intera segreteria confederale. Stamattina 23 gennaio si riunisce la commissione elettorale, nell’ambito del 18/o Congresso nazionale della Cgil a Bari, che giovedì prossimo porterà appunto all’elezione del suo nuovo segretario generale, che succederà a Susanna Camusso. Nella proposta su cui si sta chiudendo l’accordo è previsto anche l’ingresso di un secondo vice segretario generale, donna. L’ipotesi è sul nome di Gianna Fracassi.

Chi è Maurizio Landini.

“La Fiom e la Cgil hanno sempre lottato per aver un lavoro dignitoso e compatibile con la difesa della salute dentro e fuori la fabbrica”: per questo Maurizio Landini, in corsa per la leadership della Cgil, ha sempre combattuto. Dal 2017 entra a far parte della segreteria nazionale, dopo molti anni passati con i metalmeccanici. 

Nato nel 1961 in provincia di Reggio Emilia, penultimo di 5 figli, a 15 anni inizia a lavorare come saldatore. Delegato sindacale della Fiom, nei primi anni ottanta diventa funzionario della federazione di categoria, di cui viene poi eletto segretario generale a Reggio Emilia. Poi assume la guida della Fiom regionale e di quella di Bologna. Il passaggio a Roma avviene nel 2005, quando entra a far parte della segreteria nazionale con deleghe al settore dei veicoli a due ruote e a quello degli elettrodomestici, per poi essere nominato anche responsabile dell’ufficio sindacale. 

Dal primo giugno 2010 diventa segretario generale della Fiom. Una settimana dopo la sua elezione, inizia la battaglia con Fiat su Pomigliano prima e Mirafiori dopo. Si arriva ad accordi separati (con la sola firma di Fim Cisl, Uilm, Fismic e Ugl) sui due siti, all’uscita dell’azienda da Confindustria e ai successivi referendum che sanciranno la vittoria di Fiat. Si arriva poi alle due storiche sentenze. Nel 2012 quella del Tribunale di Roma che condanna la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano, 145 lavoratori con la tessera del sindacato dovranno essere assunti nella fabbrica. E nel 2013 quella della Consulta che dichiara illegittima la norma dello Statuto dei lavoratori che limita la rappresentanza ai soli sindacati firmatari dei contratti. Sotto la sua guida nel 2012 la Fiom si costituisce parte civile nella sentenza da lui definita “storica” che condanna i vertici della Thyssen Krupp a pene detentive per l’incidente sul lavoro nella fabbrica di Torino in cui perdono la vita sette operai. La Fiom con Landini svolge un ruolo attivo anche nella vertenza Ilva per mantenere la produzione ma al contempo salvaguardare la salute e l’ambiente. Fino alla firma dell’accordo con l’azienda sotto questo governo. 

Chi è Vincenzo Colla.

I piedi ben piantati per terra e lo sguardo globale: cosi’ vorrebbe che fosse il sindacato, Vincenzo Colla, destinati ad assumere la carica di vicesegretario della Cgil. Un sindacato “aperto, ma autonomo, che ricostruisce il grande progetto democratico del lavoro”. Dal 2016 entra a far parte della segreteria nazionale, dopo molti anni passati nella segreteria generale ed organizzativa dell’Emilia. Emiliano, nato ad Alseno di Piacenza nel 1962, a 14 anni lavora come operaio saldatore. Inizia la sua esperienza sindacale nel 1980 come delegato di un’azienda metalmeccanica ed entra nella segreteria provinciale della Fiom di Piacenza nel 1985. Due anni dopo viene eletto segretario generale della stessa categoria e nel 1996 diventa segretario generale della Cgil piacentina. 

Nel 2002 passa nella segreteria della Cgil Emilia Romagna, in cui dirige il dipartimento organizzazione per otto anni. Dal 5 luglio 2010 diventa segretario generale regionale. Non ha fatto sconti al Pd nella regione ingaggiando un duro scontro col governatore emiliano Stefano Bonaccini. Guarda a un grande partito progressista ed ecologista che ridia, soprattutto ai giovani, la voglia di partecipazione alla vita democratica. 

Colla sostiene che il sindacato ha avuto un vuoto di rappresentativita’ e non e’ stato percepito come soggetto generale del cambiamento. Dunque propone alcune parole chiave nel suo progetto di Cgil futura: il “baricentro Europa”, l'”autonomia della verita’” , l'”umanesimo dell’innovazione”, lo “Stato 4.0”, la democrazia “contro la disintermediazione” un sindacato con “autorita’ salariale”. 

Il sindacato e’ chiamato a mobilitarsi per “fare un’operazione verita’” e “costruire un nuovo consenso su un modello culturale alternativo”, basato sui contenuti della piattaforma unitaria con Cisl e Uil. Il ruolo del sindacato e’ di “tornare ad essere autorita’ salariale”, con “una nuova idea di contrattazione”, “dando corpo al Patto della Fabbrica” siglato con Confindustria e definendo finalmente la rappresentanza. La sua sfida e’ soprattutto sulla democrazia anche interna (pensa ad una Cgil ‘a gerarchia piatta’ con un ‘primus inter pares’) dove sono rappresentati tutti i pluralismi. 

Redistribuire la ricchezza che si produce, e che e’ concentrata in una percentuale sempre piu’ piccola in Italia e nel mondo, e’ il suo mantra.