Chef stellati, chi sono i più ricchi del reame? 1° la Famiglia Alajmo, 2° Carlo Cracco, 3° Enrico Bartolini…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 giugno 2019 12:38 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2019 12:41
Chef stellati, chi sono i più ricchi del reame? 1° la Famiglia Alajmo, 2° Carlo Cracco, 3° Enrico Bartolini...

Chef stellati, chi sono i più ricchi del reame? 1° la Famiglia Alajmo (Massimo nella foto Ansa), 2° Carlo Cracco, 3° Enrico Bartolini…

ROMA – Chiude in salute e con il segno + nel 2018 la ristorazione stellata in Italia. L’aumento in termini di fatturato dell’ultimo esercizio delle società di ristorazione ricollegabili agli chef che possono vantare almeno una stella Michelin – secondo l’analisi della società di consulenza Pambianco – ha superato il 20%, arrivando a sfiorare il +22,5%. Di seguito la classifica dei paperoni dei fornelli.

1°, Famiglia Alajmo, 14,1 mln. Al primo posto in graduatoria la famiglia Alajmo di Padova che segna una crescita del 5% per un importo di 14,1 milioni di euro.

2° Carlo Cracco, 13 mln. La performance maggiormente positiva è invece quella dello chef Carlo Cracco che ha incrementato in un solo anno il suo giro d’affari del 60% per portarsi da 7,2 a 13 milioni di ricavi.

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3° Enrico Bartolini, 9 mln. Buoni anche i risultati di Enrico Bartolini, che giunto al traguardo delle sei stelle con cinque ristoranti in Italia conta su un giro d’affari di nove milioni di euro.

4° Giancarlo Perbellini, 6,1 mln. Segue poi Giancarlo Perbellini, che sale a 6,1 milioni di euro grazie anche al contributo di Locanda Perbellini a Milano, inaugurata proprio nel 2018,

5° Andrea Berton, 5,5 mln.

6° Niko Romito, 5,3 mln. Lo chef abruzzese con una crescita sul 2017 di quasi il 15%.

7° Enrico Crippa, 4,2 mln.

8° Alfonso Iaccarino, 3 mln. Chiude la lista con le migliori performance l’esponente dell’alta cucina in Campania Alfonso Iaccarino che supera i 3 milioni di euro con un balzo del 25% anno su anno.

Infine il giro d’affari di Antonino Cannavacciuolo e Massimo Bottura non sono stati registrati: il primo a causa di una impossibilità a comunicare una prima stima sull’andamento dell’esercizio per una serie di cambiamenti societari, per il secondo non è stato ricevuto il dato di preconsuntivo 2018. (fonte Ansa)