Chrysler, l’area di Kokomo, Indiana, simbolo del successo del pianto di salvataggio dell’industria automobilistica

Pubblicato il 23 Novembre 2010 7:57 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 8:54

Un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 20% con la crisi dell’industria automobilistica americana, che ha rischiato di far divenire Kokomo una città fantasma. Poi la rinascita, grazie al piano di stimolo adottato dall’amministrazione Obama e al salvataggio di Detroit: l’area di Kokomo, nello stato dell’Indiana, ha ricevuto direttamente dal Recovery Act 400 milioni di dollari, ai quali si aggiungono i 343 milioni investiti da Chrysler per riammodernare il proprio impianto che produce trasmissioni.

Il presidente Barack Obama, accompagnato dal vice presidente Joe Biden, torna a Kokomo per la seconda volta (nell’aprile 2008 la prima), così come per la seconda volta visita un impianto Chrysler, la casa automobilistica statunitense che ha affidato alle cure di Fiat.

Kokomo ha costruito le sue fortune sul settore delle quattro ruote fin dal 1894, quando Elwood Haynes ha inventato in loco una delle prime automobili negli Stati Uniti. Negli anni 1930 vi si è insediata quella che oggi è conosciuta come Delphi (allora era Delco), seguita da General Motors e Chrysler e la città ha prosperato per decenni.

La recente crisi di Detroit, però, l’ha messa in ginocchio e Kokomo è risultata essere una delle località più colpite dalla recessione tanto da essere etichettata alla fine del 2008 una delle città che ”stava morendo più rapidamente” negli States.

Secondo alcuni osservatori, Kokomo dipende dall’industria automobilistica più di qualsiasi altra città americana, incluse quelle del Michigan: circa il 25% della popolazione, infatti, lavora nell’industria dell’auto. La crisi di Detroit, che ha poi portato al salvataggio di Gm e Chrysler ha fatto balzare il tasso di disoccupazione al 20,4% nel giugno del 2009, ovvero il livello più alto registrato nell’area nell’ultimo decennio e uno dei più elevati a livello nazionale.

Con gli interventi dell’amministrazione Obama, che hanno consentito a Gm, Chrysler e Ford di tornare in utile, il tasso di disoccupazione è sceso di ben 8 punti percentuali e a settembre risultava pari al 12,7%. Uno studio effettuato dal Center for Automotive Research afferma: ”Gli sforzi dell’amministrazione Obama hanno salvato 1,14 milioni di posti di lavoro nell’industria automobilistica ed evitato al governo costi per per 28,6 miliardi di dollari. Nell’ultimo anno e mezzo il settore dell’auto si è ripresa: l’occupazione nel settore è aumentata di quasi il 10% e tutte e tre le sorelle di Detroit sono in utile”.

”La città ha beneficiato della ristrutturazione dell’industria automobilistica. Senza l’aiuto federale, circa 3.500 lavoratori avrebbero perso il proprio posto a Kokomo” aggiunge la Casa Bianca, mettendo in evidenza come la città avrebbe accusato una dura perdita nel caso in cui Chrysler fosse fallita. L”Indiana ha ricevuto complessivamente oltre 8,4 miliardi di dollari con il Recovery Act, di cui 6,2 miliardi di dollari sono stati già spesi.

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