Cina svaluta Yuan due volte, colpo al mercato del lusso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 agosto 2015 8:17 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2015 8:19
Cina svaluta Yuan, colpo al mercato del lusso

Cina svaluta Yuan, colpo al mercato del lusso

PECHINO – Quasi il 2% in meno in un colpo solo. Poi un altro meno 1,62%. Doppia svalutazione dello Yuan cinese in meno di 24 ore. La Cina decide a sorpresa di svalutare la sua moneta e lo fa con un’operazione che ne porta il valore, rispetto al dollaro, ai minimi da tre anni a questa parte. Non solo: quella della Banca centrale è la maggiore operazione degli ultimi vent’anni, operazione che ha portato la quotazione ufficiale della moneta nei confronti del dollaro a 6,2298 (-1,9%). Pechino si è affrettata a dire che si è trattato di una misura una tantum. Ma la bomba sui mercati europei e non solo è arrivata.

Perché la misura, giustificata dalla Cina con la necessità di rilanciare economia interna e esportazioni dopo una serie di dati deludenti, ha una serie di conseguenze a cascata. Svalutare significa colpire innanzitutto il mercato del lusso perché toglie potere d’acquisto a quei cinesi che del lusso sono clienti. Non a caso ad andare giù in Borsa sono stati soprattutto titoli legati alla moda come Tod’s e Ferragamo.

Come spiega Stefano Carrer sul Sole 24 Ore, Usa ed Europa non crederanno alla versione cinese:

Ma certo non sarà questa l’interpretazione accettata da tutti nel mondo: al Congresso Usa, in particolare, sembrano destinate a riaccendersi le polemiche contro le iniziative dirigiste verso le cosiddette “svalutazioni competitive” in quella che viene definita «guerra delle valute».

Non è l’unica questione.  Sempre Carrer spiega che quella cinese potrebbe essere una mossa dettata dal “panico”:

Si rilanciano dunque i timori sulla stabilità della crescita cinese, visto che la nuova iniziativa delle autorità di Pechino potrebbe finire per favorire fughe di capitali. Come successo dopo il recente crollo della Borsa di Shanghai (oggi in tendenza a un lieve calo), l’interventismo governativo viene giudicato da alcuni analisti come dettato dal panico. In quest’ultimo caso, si tratta di un provvedimento in relativa contraddizione con la politica che intende fare dello yuan una valuta internazionale con un crescente peso nelle transazioni cross-border e un profilo di “valuta di riserva” presso organismi internazionali. Secondo un’altra interpretazione, prendendo per buone le giustificazioni ufficiali, sarebbe una mossa non tanto dettata dalla necessità di sostenere l’export, quanto preliminare a una maggiore liberalizzazione del sistema del cambio in vista del futuro ingresso nel “basket” dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale.