Cinquemila dipendenti pubblici corrotti: 3 mld in 6 mesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2015 12:19 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2015 12:19
Cinquemila dipendenti pubblici corrotti: 3 mld in 6 mesi

Cinquemila dipendenti pubblici corrotti: 3 mld in 6 mesi

ROMA – Sono tutti dipendenti pubblici, 4835 in totale, sono accusati di aver sperperato, rubato, distratto una somma di 3 miliardi di euro di denaro pubblico, in soli 6 mesi nel 2015. Producendo un danno equivalente allo Stato, un buco di bilancio nelle sue articolazioni, dalla Sanità alle ferrovie passando dai corsi di formazione.

Solo un miliardo di denaro volatilizzato proviene dalla gestione del patrimonio immobiliare pubblico dei funzionari corrotti. Per dire, si sta verificando come siano possibili affitti assegnati a Roma con un canone di appena 7 euro mensili.

Insieme alla corruzione pubblica va affiancato il dato dei 91 miliardi sottratti all’erario in media ogni anno nel periodo 2007 al 2013, di cui 40 miliardi di sola Iva evasa.

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Questi 6 mesi di sperpero e potenziale corruzione sono fotografati dal rapporto della Guardia di Finanza 2015 che segnala un aumento delle contestazioni ai colletti bianchi del pubblico del 13% rispetto a tutto il 2014. Ora i quasi 5mila tra funzionari, medici, politici, impiegati di primo livello dovranno vedersela con la Corte dei Conti che li ha citati in giudizio. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera riporta qualche caso paradigmatico, dagli abusi nella gestione della Sanità alle truffe dei corsi di formazione. Spicca un caso ferroviario.

Emblematico è il caso scoperto a Bari dove i manager delle Ferrovie Sudest hanno speso 912 mila euro per l’acquisto di 25 carrozze passeggeri, le hanno rivendute a una società polacca «incaricata di eseguire interventi di ristrutturazione per 7 milioni di euro» e qualche tempo dopo hanno deciso di riacquistarle a 22 milioni e mezzo di euro provocando un danno alla società pubblica che la Corte dei conti ha stimato in oltre 11 milioni di euro. (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera).