Cipro, prelievo forzoso sui conti torna in dubbio. Il presidente alla Ue: Basta

Pubblicato il 19 Giugno 2013 14:56 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2013 14:57
Cipro, prelievo forzoso sui conti torna in dubbio. Il presidente alla Ue: Basta

Nicos Anastasiadrs (Foto Lapresse)

NICOSIA – Cipro rimette in discussione il prelievo forzoso sui conti correnti imposto dall’Unione Europea. In una lettera a Bruxelles il presidente Nicos Anastasiades si è lamentato di aver dovuto sottoscrivere rapidamente il piano di salvataggio con le clausole imposte a Cipro lo scorso aprile, appena eletto.

I Paesi dell’eurozona non hanno però intenzione di cambiare i termini del piano di salvataggio, che prevede un prestito di 10 miliardi di euro da parte della Troika (Ue-Bc-Fmi) accompagnato da un prelievo forzoso sui conti correnti con depositi di oltre 100mila euro. Questo piano ha fatto chiudere la seconda banca dell’isola, la Laiki Bank, e portato alla ristrutturazione della Banca di Cipro. 

“Il bail-in è stato è stato attuato senza un’attenta preparazione”, ha scritto Anastasiades nella lettera. Nel piano di salvataggio non è stato tenuto conto “del pesante fardello che la ristrutturazione della Grecia ha causato a Cipro”.

Il presidente non chiede esplicitamente più soldi ma fa capire che l’economia cipriota non è in grado di ripartire con le condizioni imposte dalla Troika. Ma le possibilità che si arrivi ad una revisione del piano non sono molte.

Il tema sarà comunque sul tavolo dei ministri delle Finanze dell’eurozona che si riuniranno giovedì 20 giugno a Lussemburgo. In attesa del Consiglio europeo del 27-28 giugno.