Citigroup sotto accusa: al ceo Michael Corbat aumento del 50%

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2018 20:38
Proteste contro l'aumento di stipendio al ceo di Citigroup Michael Corbat

Proteste contro l’aumento di stipendio al ceo di Citigroup Michael Corbat (Foto d’archivio)

NEW YORK – Scandalo a Wall Street: Citigroup, una delle più grandi banche del mondo, ha aumentato lo stipendio del suo numero uno di quasi il 50%. Ma, dicono i critici, le performances della banca non giustificano il nuovo pacchetto retributivo. Per il 2017 il chief executive della banca, Michael Corbat, riceverà 23 milioni di dollari, cifra superiore del 50% al 2016. Se nei prossimi 4 anni i risultati di Citigroup saranno coerenti con il piano convenuto fra Consiglio di amministrazione e top manager, oltre a un bonus in denaro annuale di 6,5 milioni e uno stipendio base di 1,5 milioni, Corbat avrà ricevuto incentivi del valore di 15 milioni.

Anche altri chief executive delle banche americane hanno ricevuto aumenti, ma il 48% di Corbat è maggiore rispetto agli omologhi. Porta la sua retribuzione in linea con quella di Brian Moynihan della Bank of America ed è poco meno rispetto a quanto concesso a Lloyd Blankfein da Goldman Sachs, che di recente gli ha dato un aumento del 9% a 24 milioni di dollari. Jamie Dimon di JPMorgan nel settore rimane il più retribuito con 29,5 milioni.

Alcuni azionisti della Citigroup, ricorda il Financial Times, già in precedenza si erano ribellati a queste retribuzioni. Più di un terzo dei voti nella riunione annuale del 2016 erano stati espressi contro il pacchetto di Corbat. La commissione per i compensi della Citigroup aveva fornito diverse motivazioni per l’aumento. Avevano incluso il via libera dalla Federal Reserve alla distribuzione di 19 miliardi di dollari agli azionisti, oltre all’indice di efficienza della banca, che si è concluso lo scorso anno in linea con l’obbiettivo dichiarato in precedenza.

Nel 2017, Citi ha registrato la prima perdita annuale dal 2009, sebbene sia sia stata innescata da oneri fiscali legati alla riforma tributaria americana. A parte questo, Corbat ha supervisionato un aumento del 13% dell’utile per azione rettificato. “Oltre ai positivi risultati operativi di Citi, la commissione ha considerato i livelli di mercato dei salari per il ruolo di CEO nelle istituzioni tra omologhi e Citi ha significativamente migliorato il rendimento totale garantito agli azionisti”, ha sostenuto la banca.

I critici hanno definito l’aumento di stipendio come “indifendibile” e hanno osservato che Citi aveva difficoltà a raggiungere gli obiettivi finanziari. “Tali immotivati redditi possono essere spiegati solo dall’uso, da parte della banca, del riferimento sempre più consistente a “livelli di retribuzione del mercato per il ruolo del CEO nelle istituzioni tra omologhi”, ma che non ha nulla a che vedere con i risultati effettivi di Citi o di Corbat”. Lo scorso anni, Citi ha prodotto un ritorno sul capitale comune dell’8,1%, al di sotto dell’obbiettivo iniziale di almeno il 10%. Lo scorso luglio, la banca ha fissato nuovi obiettivi, incluso quello di aumentare il ROTCE all’11 per cento entro il 2020. Il mese scorso, ha annunciato che i tagli alle imposte societarie USA avrebbero contribuito a sorpassare questi obiettivi e nel 2018 dovrebbero essere in grado di produrre un rendimento “prossimo al 10,5%”.