Primo Geronzi con 17 mld: classifica degli stipendi d’oro nelle Banche

Pubblicato il 1 Aprile 2012 14:11 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2012 14:11

ROMA – Viene pubblicata la classifica degli stipendi d’oro dei manager delle grandi banche italiane: il più pagato quest’anno è Cesare Geronzi, ex presidente di Generali. Anche questa volta a saltare agli occhi è un dato: la crisi tocca tutto, tranne i super-stipendi..

Ancora una volta solo le maxi liquidazioni a segnare la classifica. Se l’anno scorso era in testa Alessandro Profumo con i 40,6 milioni avuti da Unicredit, questa volta è al primo posto Cesare Geronzi. L’ex presidente di Generali, grazie a un’indennità di fine carica di 16,6 milioni ed emolumenti fissi per 826 mila euro, con un totale di 17,5 milioni sorpassa Sergio Marchionne, ad di Fiat che ha percepito una remunerazione complessiva di 14,4 milioni di euro e Luca Cordero di Montezemolo, che tra compensi per la carica in Fiat e fair value delle azioni gratuite di competenza dell’esercizio, registra compensi per 5,5 milioni di euro.

Le cosiddette “buonuscite” conquistano l’argento con l’addio di Fausto Marchionni alla carica di amministratore delegato di Fonsai: il gettone in questo caso è arrivato a 10 milioni di euro. Al terzo posto c’è invece, almeno finora, il compenso di un manager in servizio, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, con una retribuzione da 8,1 milioni, di cui 3,6 milioni di componente fissa e 4,5 milioni di variabile. I pesi dovrebbero cambiare nel 2012, quando è prevista una riduzione del 20% della parte fissa e una maggiore incidenza del variabile. Nel 2012, poi, il manager dovrebbe incassare un bonus triennale di 14,1 milioni legato al piano di incentivazione degli esercizi 2009, 2010 e 2011.

Tornando al 2011, nella classifica seguono a ruota il presidente di Ferrari (gruppo Fiat) Luca Cordero di Montezemolo (5,5 milioni) e Pier Francesco Guarguaglini, che ha lasciato il vertice di Finmeccanica nel dicembre del 2011. Al manager è stata destinata una liquidazione da 4 milioni (il compenso per il periodo non più «lavorato» dalle dimissioni alla fine del mandato, a dicembre 2012) e un milione e mezzo vincolato al patto di non concorrenza fino a fine 2012.

Sesta posizione a Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Spa e Fiat Industrial, con cinque milioni tondi. Inoltre, la «tabellina» del bilancio Fiat «destina» al manager 12 milioni di euro come costo figurativo, di competenza del 2011, di un pacchetto pluriennale di azioni gratuite. Il totale del pacchetto azionario è stato consegnato dall’azienda a Marchionne a inizio 2012, per un valore di mercato, in quei giorni, di circa 50 milioni.