Club Med, Andrea Bonomi non rilancia e lascia la partita ai cinesi

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Gennaio 2015 22:30 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2015 22:30
Club Med, Andrea Bonomi non rilancia e lascia la partita ai cinesi

Andrea Bonomi (Foto Ansa)

MILANO – Alla fine di una lunga battaglia di rilanci Global Resorts, la cordata guidata dall’italiano Andrea Bonomi lascia la partita per l’acquisizione del Club Mediterranee, che a questo punto dovrebbe finire in mani cinesi con aiuto finanziario brasiliano.

Il finanziere si sfila spiegando che, dopo aver offerto nell’Opa 24 euro per azione e aver visto rilanciare la cinese Fosun insieme alla brasiliana Docas Investimentos a quota 24,6 ha deciso di “non procedere a un incremento del prezzo, intendendo quindi ritirare la sua offerta”, cedendo in adesione all’offerta concorrente o vendendo sul mercato le azioni di proprietà. Di fatto ottiene una discreta plusvalenza, ma nell’addio c’è un po’ di amaro.

Global Resorts non intende fare “ulteriori considerazioni sull’opportunità di investimento in Club Med”, ritenendosi “soddisfatta che sia stata raggiunta una superiore valutazione a favore degli azionisti di minoranza”, augurando “alla società e ai suoi dipendenti un florido futuro”, ha detto Bonomi, che evidentemente continua a ritenere che il suo modello di sviluppo potesse funzionare meglio di quello ormai vincente.

Nella visione di Global Resorts, che includeva diversi investitori finanziari e industriali compresi, tra gli altri, Investindustrial V LP, KKR, GP Investments e Sol Kerzner, si puntava ad

“una strategia in sintonia con lo sviluppo globale del settore del turismo e del tempo libero, più focalizzata sui mercati già consolidati dal Club Med, e allo stesso tempo indirizzata con il giusto equilibrio a cogliere le opportunità interessanti nei mercati emergenti, avrebbe costituito un approccio coerente, in linea con la storia e la cultura di Club Med, e avrebbe rappresentato il giusto scenario di valorizzazione per tutti gli stakeholder”.

Di fatto la cordata guidata dal finanziere italiano, lasciando la partita, ha ritenuto che Gaillon Invest II, il veicolo creato per l’occasione e in qualche modo maggiormente gradito in Francia, non avrebbe smesso la corsa ai rilanci e che gli attuali livelli di prezzo fossero troppo elevati per un gruppo dal marchio rinomato ma in continua perdita.

Strategic Holdings, che aveva dichiarato di agire di concerto con Global Resorts per l’Opa in corso, ha comunicato che

“non intende mantenere la sua partecipazione nella società e la dismetterà aderendo all’attuale offerta pubblica o direttamente sul mercato”, ma “tuttavia continuerà a monitorare la situazione”.

Investindustrial e i suoi partner continueranno invece “a investire in Francia e nel settore del turismo e del tempo libero in Europa”, conclude Bonomi.